Le compagnie telefoniche e i servizi (a pagamento) “imposti”… tempi duri per i distratti!

Stamattina ho provato a fare una telefonata, ma la mia compagnia telefonica mi ha gentilmente avvisato che avevo esaurito il credito. Come, esaurito il credito? Ho sottoscritto un’offerta a prezzo fisso ogni mese, con minuti di chiamata, sms  e Internet inclusi nel costo. Pago solo se supero i limiti, cosa che non è successa. Così mi sono collegata a Internet e ho visto che mi era stato addebitato un servizio da me mai richiesto. Cos’è successo? Qualche mese fa la mia compagnia telefonica, attraverso un sms, mi ha informato che mi avrebbero iscritto a un servizio aggiuntivo a pagamento: se non avessi voluto, avrei dovuto dire no. E io, mea culpa, me lo sono dimenticato e non ho disdetto il servizio che non avevo mai attivato. Mea culpa, appunto, perché sono stata distratta. E come me sicuramente molti altri utenti, che si troveranno ora addebiti in bolletta o sulla ricaricabile per servizi che non volevano e che non hanno mai richiesto.

Tecnicamente la compagnia telefonica non è in torto: ha offerto (imposto, va beh) un servizio a cui io avrei dovuto dire di no e, siccome non l’ho fatto, ora il servizio me lo tengo oppure lo disattivo (cosa che ovviamente ho fatto). Se poi sia corretto o meno, è un altro discorso. Non sarebbe più corretto proporre un servizio e chiedere a chi è d’accordo di dire sì e a chi non lo è di non dire nulla? Invece no, vige questa sorta di silenzio-assenso. Io, compagnia telefonica, ti impongo un servizio a pagamento (che siano i pochi centesimi del messaggio che t’informa che qualcuno ti ha cercato o i pochi/tanti euro di altre “promozioni“) e tu, cliente, se non lo vuoi devi telefonare per dire che non lo vuoi. Mala tempora currunt per i distratti…

Quindi, mi raccomando: occhi ben aperti e siate veloci a disattivare ciò che non volete… perché mica ve lo dicono troppe volte, eh. Un sms basta e avanza!

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