UAAR e Partito Comunista d’Italia: “La teoria del gender non esiste”

GENOVA- Qualche giorno fa la Regione Liguria ha detto “no” alla “diffusione della teoria gender nelle scuole, andando contro alle direttive del Ministero.

Ma cos’è la “teoria del gender”?
Questo è quanto si legge nella nota diffusa da UAAR: la parola “Gender” in inglese significa semplicemente genere, lo hanno inventato i suoi detrattori e si riferisce semplicemente a un programma educativo rivolto soprattutto ai bambini, per insegnare una cultura antidiscriminatoria tra razze, culture, religioni e soprattutto sessi diversi.
Il fine è quello di avere generazioni in cui le disparità tra uomo e donna, le discriminazioni verso le donne e la loro relegazione ad un ruolo subalterno all’interno della famiglia e nella società siano finalmente bandite, così come siano bandite le persecuzioni contro gli omosessuali, le persone di colore o quanti non sono cattolici. Tutto è nato dalla storia di un libricino figurato in cui molto innocentemente due genitori narravano della crescita di due gemelli, un maschio e una femmina, cresciuti insieme e abituati a giocare con gli stessi giocattoli, senza particolare distinzione tra giocattoli maschili e femminili.

“Il “mito” della teoria del gender, non è altro infatti che un’invenzione della propaganda delle lobby religiose e nasce da un’interpretazione errata del comma 16 art.2 della riforma scolastica attualmente in vigore e dalla errata interpretazione di alcuni testi che verranno introdotti nelle scuole come supporto. Leggendo il decreto si capisce immediatamente che non esiste nessun subdolo tentativo di sessualizzazione precoce dei bambini, ne di distorsione della personalità del singolo. Il chiaro intento di determinate organizzazioni è quello di far venir meno la discussione su omosessualità o transessualità nelle scuole. Una pretesa assurda” scrive il Partito Comunista d’Italia, schierandosi contro la posizione del Consiglio Regionale che, inoltre, scrive Cesare Bisleri (UAAR) ha approvato un Ordine del giorno per la salvezza e il supporto (ovviamente economico) agli oratori, aggiungendo un po’ di denaro, pagato dalle tasche dei cittadini liguri ai miliardi pubblici, che già “ingozzano” le casse ecclesiastiche a forza di 8 x mille, esenzioni IMU e TASI, stipendi agli insegnanti di religione, pensioni al clero, pagamento dei cappellani militari e di polizia, ai preti nelle carceri e negli ospedali, contributi all’edilizia religiosa e via dicendo per un totale di oltre 6 miliardi di Euro l’anno.
“La Giunta Toti” – 
scrive ancora Bisleri– “sinora ha fatto ben poco, però un successo lo ha ottenuto. E’ riuscita nella clamorosa impresa di eliminare una cosa che non esiste, cioè la così detta teoria del “Gender”.

Tutto ciò nonostante dal Ministero dell’Istruzione abbiano detto che “il gender non esiste“.

Riteniamo sarebbe fondamentale “abituare” il bambino a vedere ciò che la nostra società percepisce come diverso, con occhi neutri, cercando in questo modo di crescere adulti consapevoli e liberi di accettare ogni individuo nella sua completezza, senza renderlo oggetto di discriminazione. In un momento politico così delicato, di fronte a preoccupanti episodi di cronaca sempre più frequenti nelle nostre città troviamo inaccettabile che vengano impiegati tempo e risorse per dare credito a teorie fondate sul nulla, strumentalizzate e politicizzate ad hoc alla esclusiva ricerca di consensi.“conclude il PCdl.

 

 

 

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