Misteri e leggende metropolitane musicali

Il mondo musicale è da sempre terreno fertile affinché fioriscano leggende, dicerie, storie improbabili e storie possibili. Alcune di queste rasentano l’assurdo, altre fanno riflettere sulla loro potenziale veridicità, tutte alimentano discussioni e fantasie. Con questo articolo, cercheremo di raccontarle senza inficiarle con giudizi o pregiudizi lasciando libertà di discernimento ai lettori. Una delle più diffuse, nasce già negli anni sessanta ed è quella che sostiene che alcuni dischi, se ascoltati al contrario, rivelino messaggi satanici. Questa teoria ha riguardato anche gruppi di primaria importanza come i Rolling Stones ed i loro pseudo-rivali Beatles. Già, pseudo-rivali perché anche questa è una leggenda, tant’è vero che tra le due band c’era stima reciproca ed amicizia ma all’industria discografica ha sempre fatto comodo far credere il contrario.

A proposito dei quattro di Liverpool, qui troviamo forse la madre di tutte le leggende. Da decenni, viene portata avanti la teoria della morte di Paul Mc Cartney avvenuta nel 1966 a causa di un incidente stradale dove il celebre bassista sarebbe addirittura rimasto decapitato. Tre anni dopo, siamo nel ’69, ha cominciato a girare questa voce che ha alimentato e fatto scoprire centinaia di presunti indizi a sostegno della tesi. Paul sarebbe stato sostituito da un sosia sottopostosi a plastica facciale e quindi, il Mc Cartney tuttora in attività, sarebbe un impostore. Sono stati scritti dei libri a riguardo, impossibile elencare il materiale sia pro che contro. Per citare le prove piu’ famose, la copertina dell’album Sergent Pepper’s  sarebbe una fucina di indizi, messi ad arte dai tre Beatles originari cosi’ come quella di Abbey Road, quella della famosa camminata sulle strisce pedonali, dove il nuovo Paul sarebbe l’unico a piedi nudi. Non parliamo di frasi inserite nei brani riconducibili a morte, incidenti, tristi citazioni verso l’amico scomparso prematuramente. Indizi disseminati ad arte per gioco,per scopi commerciali o per celare una scomoda verità?

Abbey Road Beatles

Anche l’altro Beatle, John Lennon, non è rimasto immune da teorie varie dopo il suo omicidio a Central Park. I complottisti parlano della mano della CIA dietro l’inspiegabile gesto compiuto da Chapman, l’uomo che gli sparò. Più un personaggio assurge al ruolo di mito e più si scatena la fantasia, quasi a voler esorcizzare a tutti i costi, da parte dei fans, la morte, specialmente se prematura.

E’ il caso di Jim Morrison, leader dei Doors e idolo di tante generazioni di adolescenti e non solo. Appartenente al cosiddetto “Club 27”, ossia quella folta schiera di cantanti scomparsi a quell’età (vedi anche Il club 27 e la maledizione del rock) Morrison venne trovato morto nella vasca da bagno nella sua abitazione di Parigi a causa di un collasso dovuto al “solito” mix micidiale di alcool, droghe e medicinali. Leggenda vuole che abbia voluto far sparire le proprie tracce, perché stanco della vita condotta nello star-system, rifugiandosi nel completo anonimato in Africa. Ovviamente, c’è chi giura di averlo visto, riconosciuto e di averci parlato ed anche qui abbiamo libri a tal proposito.

Stessa sorte, sebbene in misura minore, è toccata ad un altro pilastro della musica, Elvis Presley. Deceduto a causa di una letale miscela di farmaci, esiste una teoria che lo vuole al servizio sempre della solita CIA e quindi messo a tacere per evitare facesse rivelazioni, presunta sorte toccata anche a Marilyn Monroe, ma questa è un’altra storia.

E in Italia? Tranquilli, nel nostro Paese non mancano intrighi e misteri. La “regina” delle storie misteriose è quella legata al suicidio di Luigi Tenco avvenuto a Sanremo in seguito alla delusione per l’eliminazione del suo brano in gara. Una sepoltura frettolosa, un’indagine rapida e sbrigativa, molti punti oscuri e tanti “si dice”, fanno da contorno a questo vero e proprio noir all’italiana che ancora oggi fa discutere. La tesi prevalente vuole che Tenco stesse per rivelare scottanti truffe nel giro delle competizioni canore, ed anche in questo caso, i libri sul tema non mancano. Un’altra brutta faccenda è quella della fama di iettatrice che ha accompagnato, in modo devastante, parte della vita di Mia Martini, appellativo messo in giro ad arte dall’ambiente musicale per invidia e superficialità, identica sorte, sebbene con effetti diversi, è toccata a Marco Masini. Ai confini del gossip, la presunta coprofagia di Gianni Morandi che si vorrebbe responsabile delle dimensioni delle sue mani, la relazione tra Ron e Lucio Dalla, il sesso incerto di Amanda Lear, la fede fascista di Lucio Battisti e mille altre storie minori. C’è chi si è fatto un po’ di soldi con alcune di queste leggende, chi ha trovato una effimera fama, chi ha dato libero sfogo alla propria mitomania. Certezze non ce ne sono, se non quella che misteri e leggende metropolitane ci sono state, ci sono e ci saranno sempre.

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