Il bicchiere è mezzo pieno

LA SPEZIA – Abbiamo letto dalle colonne di un quotidiano locale che, al termine della partita di Modena, i consiglieri Faita e De Mastri ed il Presi-dente Grazzini sono usciti dallo stadio senza sorridere.
Per la delusione dei consiglieri Faita e De Mastri, come si dice oggi, ce ne faremo una ragione, ma il fatto che il Presi-dente abbia perso un’occasione per mostrare il suo sorriso a trecentosessanta gradi, anzi denti, sempre per riprendere i luoghi comuni in voga, potrebbe essere un problema.
Al di là dei sorrisi, non vorremmo che in uno dei momenti nei quali – ce ne saranno magari altri lungo il corso del campionato – è necessario stringersi attorno a squadra e tecnico, emergessero tentazioni un po’ provinciali di immaginare eventuali terremoti per i quali si incominci a preparare il terreno.
La squadra ed il suo tecnico, al netto degli errori che gli umani commettono, è il meglio che gli sportivi hanno potuto apprezzare dell’era Volpi.
E ci auguriamo che, come accade nelle società serie, si abbia la pazienza di attendere e la capacità di dimostrare concretamente di credere nel lavoro di squadra e mister che vanno, perciò, sostenuti e non indotti a pensare, magari a torto, di essere messi in discussione.
Il momento è delicato, ma il campionato è lungo, e l’ossessione della classifica non aiuta specialmente quando gli allarmismi sono poco giustificati e le prestazioni, al di là dei risultati, sono comunque rassicuranti.
La squadra aveva acquisito sicurezze e consapevolezze che qualche partita con esito deludente potrebbe incrinare ma che non possono certo venire meno.
Sarebbe assolutamente sbagliato favorire, anche inconsapevolmente, tali dinamiche.
In queste ultime gare si è sofferto per qualche infortunio o squalifica che ha fatto rimescolare le carte a cominciare dalla difesa che pure aveva dato ampi segni di graduale consolidamento.
A centrocampo Juande non vive forse il suo miglior momento da quando veste la maglia bianca ma al suo contributo non è comunque possibile rinunciare.
L’infortunio di Migliore ha pesantemente penalizzato la fascia sinistra caricando di eccessive preoccupazioni per la fase difensiva Situm che, anche per qualche deficit di una personalità che deve ancora maturare, è risultato così meno disinvolto ed intraprendente nell’azione offensiva.
Sulla fascia destra si sconta un po’ l’affaticamento fisico e mentale di Milos che spende molte energie con generosità ma che talvolta, in entrambe le situazioni della difesa e dell’attacco, dimostra di non essere ancora pienamente all’altezza della categoria.
Gli infortuni di De Las Cuevas e Kvrzic sfideranno la fantasia del mister per trovare altre soluzioni per completare la copertura di quella zona del terreno di gioco.
Tutte questioni che sono comunque destinate a migliorare anche utilizzando le qualità tecniche e morali dei ragazzi che fino ad oggi han giocato di meno ma che hanno dimostrato, anche grazie al lavoro intelligente e lungimirante del mister, di sentirsi convintamente coinvolti nel comune destino.
Oltre all’esordio di Erasti, che si è autorevolmente proposto all’attenzione del tecnico, fa piacere sottolineare la crescita di Martic che sembra ormai pronto ad assumersi le responsabilità del titolare quando Migliore sarà completamente recuperato.
La sua maggiore propensione alla fase difensiva potrà bilanciare quella di Migliore, più votata ad attaccare, dando così alla squadra un maggior equilibrio.
Forse a gennaio ci sarà da fare qualche leggero ritocco, ma intanto cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno e non si commetta l’errore che, per volerlo per forza pieno fino all’orlo, alla fine si finisca per rovesciarlo.

Advertisements
Annunci
Annunci