Una riflessione di Mario Bonelli sull’incontro organizzato da Acqua Bene Comune

SARZANA– Venerdì sera sono stato invitato a Sarzana ad un incontro promosso  dal Comitato Acqua Bene Comune, avente ad oggetto: “Stop aumenti nelle bollette acqua”.

La discussione, incentrata sul referendum 2011, ha toccato temi importanti, come la necessità di una gestione “tutta pubblica” dell’acqua, con l’esclusione dalle regole del mercato, che significa preclusione a una gestione ai privati, perché fallimentare, avendo come obiettivo il guadagno, a discapito dei cittadini; altri temi infuocati sono stati, la delibera dell’assemblea dell’ATO, composta  dai Sindaci di tutti i 32  Comuni, sugli  aumenti tariffari di oltre il 6% annuo, e i recuperi tariffari per i  consumi del 2008 per un importo di euro 7.810.000,00 da gravare sulle bollette 2016, giustificati con i minori introiti incassati dal gestore ACAM acque spa, in quegli anni, mentre per le partite pregresse 2009-2011 (minori introiti) del gestore Acam acque  spa,  per un importo di euro 7.134.000,00 da gravare sulle bollette negli anni 2014-2015. Pur condividendo che l’acqua viene definita un bene vitale e necessario per la dignità umana, vorrei osservare, che la Gestione tutta pubblica” dell’acqua, non è stata, nel nostro territorio, così efficiente, efficace ed economica, perché la società  che gestiva il servizio idrico Acam acque Spa, (società in house ), con soci pubblici, con il cosiddetto  “controllo analogo”, ha creato dei surplus di costi  per i cittadini, particolarmente gravosi, in questo particolare periodo di congiuntura economica, dove molti  faticano ad arrivare a fine mese. Andando ad analizzare alcune voci del  bilancio della società Acam acque, al 31/12/2014, (il termine bilancio, non deve spaventare i lettori, sulla sua complessità,  in quanto ha la stessa funzionalità di quello famigliare, dove devono  tornare i conti, che comunque si basa sul concetto di Dare e Avere), troviamo interessi passivi e oneri finanziari  per euro 5.791.683,00, su un totale di interessi del Gruppo Acam di euro 8.531.003,00, (più di 2/3 dell’intero), andiamo ora vedere i debiti verso banche, che sono: euro 140.943.661,00. Forse non tutti i cittadini sanno che il debito nei confronti delle banche, di Acam acque spa,  in base al piano di ristrutturazione  arriva, sia pure con un interessi agevolati 3,1%-4,2 al 2030, con una scia nel tempo, di interessi passivi, a carico dei cittadini.

Se questo è gestire un servizio pubblico, con gestione “tutta pubblica”, ben venga il privato.

Mario Bonelli dottore commercialista revisore dei conti enti locali.

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