Quartieri del Levante: vertenza degli autotrasportatori apre spazi di confronto, ma si evitino i consueti conflitti montati ad arte

LA SPEZIA- La vertenza messa in atto dagli autotrasportatori che lavorano per il porto commerciale sotto il profilo della funzionalità e della sicurezza apre certamente spazi di confronto sulla partecipazione degli stessi, che deve però escludere una contestazione sulla fondamentale separazione del traffico urbano da quello pesante portuale, poiché rischia di nuovo di accendere il consueto conflitto ( spesso falso e montato ad arte per lasciare tutto inalterato) tra lavoro, ambiente e sicurezza per i cittadini dei quartieri del Levante.
Tali quartieri, come detto e ridetto, sono fortemente penalizzati da tutte le scelte fatte finora e tanto più lo sono dal traffico pesante, che fa aumentare rumori e inquinamento ambientale e, per di più, rischia di mandare al collasso il traffico in Viale San Bartolomeo.
Pertanto, giustamente, gli autotrasportatori richiedono una partecipazione costruttiva sulle strutture viarie che non risveglia invece l’interesse dell’Autorità portuale, campione di decisionismo ma non certo di dialogo né con la città né con altri.
Basta pensare a quanto abbia fatto funzionare l’ormai famoso ed inflazionato”tavolo permanente pubblico” al quale dovevano essere presenti anche le associazioni degli autotrasportatori, oltre a cittadini e istituzioni.
Il tavolo non è mai stato convocato, in quanto è più semplice certamente prendere decisioni senza ascoltare i mugugni della gente seduta intorno ad esso, ma è chiaro da tempo che senza percorso partecipativo non si può andare da nessuna parte e sarebbe bene, quanto logico, che la lezione fosse servita allo scopo e si cominciasse a fare un po’ di mea culpa.

(Rita Casagrande e Franco Arbasetti)

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