25 ottobre: quattro anni fa il fango travolse lo spezzino

Quattro anni fa, il 25 ottobre del 2011, era un martedì. Un giorno d’autunno, iniziato con un po’ di maltempo, una pioggia che non accennava a smettere. Pioveva forte sì, ma noi spezzini siamo abituati alla pioggia e, almeno in centro, non sembrava “mettersi così male“. Quel 25 ottobre è rimasto nella mente di tutti gli spezzini: verso il tardo pomeriggio, iniziarono ad arrivare le prime notizie, le prime immagini, qualche video. Venivano da posti diversi, ma il copione era lo stesso: fango, tanto fango che travolgeva Monterosso, Vernazza, la Val di Vara, Aulla.

Val di Vara

Le auto galleggiavano in quel fiume di fango, che alle Cinque Terre tinse il mare di marrone. Le strade erano interrotte, molti paesi rimasero isolati e ben presto, purtroppo, si iniziarono a contare i morti: 13 in tutto. Nei giorni successivi Spezia e la sua provincia furono al centro dell’attenzione nazionale e non solo: a colpire fu in particolare ciò che era successo alle Cinque Terre, con Monterosso e (soprattutto) Vernazza messe in ginocchio dalla violenza dell’alluvione. Furono giorni di lacrime, di polemiche, di solidarietà e di tanti, nuovi discorsi. Tante, nuove promesse. Gli abitanti hanno reagito, i paesi che sembravano morti sono rinati, ma quanto è stato fatto realmente per la messa in sicurezza del territorio? Oggi, però, non è il giorno delle polemiche, ma quello del ricordo, quel ricordo che non ci abbandona mai e ci fa tremare, a quattro anni di distanza, alla prima pioggia un po’ più forte.

Aulla

Sull’alluvione del 2011 sono stati scritti anche dei libri e uno di questi è “Fango” di Bruno Vivaldi e Roberto Palumbo, edito da Cut-Up Edizioni, che è stato presentato ad aprile nel corso del Festival della Cultura Indipendente. E questo che segue è uno stralcio di quella presentazione: i due autori raccontano il loro 25 ottobre 2011.

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