GCR Liguria: “La lobby degli inceneritori all’attacco della nuova legge sulla riduzione dei rifiuti”

Ieri sul quotidiano La Repubblica è apparso un articolo dal titolo equivoco “Riciclare ma non troppo ecco i paradossi della differenziata” e da un sottotitolo altrettanto ambiguo “La ricerca: se si arrivasse al 70% sarebbe insostenibile “Ma i benefici per l’ambiente non hanno prezzo” [per pudore non conviene neanche linkare l’articolo in questione]

La maggior lobby emiliano romagnola della “gestione integrata dei rifiuti e degli inceneritori”, monopolista legalizzata della “gestione integrata dei rifiuti e degli inceneritori”, ha evidentemente preso atto della marea montante del sistema di raccolta “porta a porta” incentivato dalla nuova legge regionale. Per questo è disperatamente alla ricerca di un nuovo consenso politico per sostenere la propria obsoleta e ormai antitetica proposta operativa incentrata sull’iper-cassonettizzazione, sull’assimilazione “larga” di rifiuti non strettamente urbani (con un’eccessiva assimilazione degli speciali non pericolosi di utenze non domestiche) per continuare a garantirsi flussi corposi di RUR al sistema degli inceneritori.

L’articolo in questione cita una serie di studi, di cui non si conoscono i contenuti, che cercano di dimostrare, sulla base di vecchi sistemi di calcolo, l’anti-economicità della raccolta differenziata “spinta“. Studi e calcoli che si basano ancora sul vetusto e totalmente anacronistico parametro degli Euro/tonnellata, quando invece, studi più moderni ed aggiornati usano ormai non più la tonnellata ma l’abitante (e ovunque l’abitante equivalente), come è ragionevole che sia, visto che il servizio di igiene urbana lo paga il cittadino-contribuente. Continuare a sostenere le tesi a proprio vantaggio dividendo gli euro con le tonnellate (e ancor di più l’artifizio strumentale di comparare i costi odierni con quelli di 10 anni fa), premia i sistemi più dissipativi, ossia quelli in cui si producono più tonnellate, con un effetto distorsivo matematico. La migliore risposta a questo approccio politico-strumentale è ancora oggi la ricerca ufficiale della regione Lombardia, 2010, (base statistica: 11 Milioni di persone, 1545 Comuni) “Valutazione statistico-economica dei modelli di gestione rifiuti in Regione Lombardia” nel quale si evidenzia in modo inconfutabile che all’aumento della percentuale di raccolta differenziata diminuiscono progressivamente i costi del sistema di gestione dei rifiuti. [http://issuu.com/…/d…/valutazione_statistico-economica_de/3…]

In sostanza, l’articolo sul prestigioso quotidiano nazionale (indipendente?) vuole conviverci che gestire i rifiuti oggi costa di più di ieri a causa di nuovi obblighi delle Direttive europee (pretrattamento, estensione della responsabilità finanziaria a 30 anni, limite delle emissioni degli inceneritori a 0,1 ng-TEQ anziché a 10 ng-TEQ di diossine e furani ect). Ma a tutto questo l’articolo non fa nessun riferimento ed anzi sembra dirci che “siccome negli ultimi 10 anni, è aumentata la Raccolta Differenziata, allora l’aumento di costo è imputabile alla stessa Raccolta Differenziata”.

Un sillogismo ridicolo, come se si dicesse: “HERA è stata costituita negli ultimi anni, e siccome negli stessi anni c’è stata la crisi economica globale, allora HERA è responsabile della crisi economica globale“. Il grafico seguente fa vedere l’aumento dei costi dei servizi di igiene urbana in Italia (dunque anche per HERA) corrispondente a circa il 60% e nello stesso periodo di tempo, l’andamento a CONTARINA (8% di aumento, inferiore all’aumento del tasso ISTAT). Con ogni evidenza, tanta raccolta differenziata CONTIENE L’AUMENTO, anche se alla lobby degli inceneritori conviene far dire al presitgioso quotidiano nazionale che “l’aumento è colpa della Raccolta Differenziata”.

inceneritore

Per cui, “uomo avvisato mezzo salvato“. Nelle prossime settimane le pressioni lobbistiche faranno sentire tutto il proprio peso politico ed economico in vista dell’approvazione, entro l’anno in corso, del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (che dorme “adottato” nei cassetti della Regione Emilia Romagna dal febbrabio dello scorso anno).

Il presente post è frutto di elaborazione testuale grazie al contributo sostanziale di Enzo Favoino che ringrazio per la tempestività e la puntualità d’analisi.

(Gcr Liguria)

gcrliguria.wordpress.com

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