Dimenticare in fretta la sconfitta di Cesena

​LA SPEZIA – Sarebbe bello dire che non è successo niente, che perdere a Cesena poteva essere prevedibile anche se, naturalmente, non auspicabile, che la squadra comunque ha dato tutto e che mantiene intatti i suoi valori tecnici e morali, che il mister è un grande motivatore che ha le sue idee che difende onestamente anche quando perde, che il potenziale ha ancora margini di miglioramento e che il primo tempo è stato disputato ad alti livelli tecnico tattici.
Non sarebbe solo bello, direi che tutto ciò è anche vero.
Ribadito quanto sopra, non possiamo tuttavia esimerci da qualche breve considerazione che possa aiutarci ad evitare risultati come quello di lunedì scorso.
Il risultato, nella sua ingannevole dimensione, non ci deve allarmare in quanto è la conseguenza logica di un modo di pensare e di fare calcio.
Lo ha spiegato mister Bjelica ai microfoni del post partita.
Perdere 3-1 o 5-1 in fondo non cambia niente dal punto di vista della classifica ed allora sul 3 -1 ha giocato per provare a riagguantare la partita, anche in inferiorità numerica.
È evidente che così si è esposto, soprattutto davanti ad un attacco come quello del Cesena, alla goleada.
Pazienza, l’importante è che il pesante schiaffone non incida sul morale dei ragazzi creando loro complessi e dubbi su valori già acquisiti in ordine alle loro potenzialità.
Qualche riflessione è comunque lecita, sempre con spirito costruttivo e senza mettere in discussione lo spessore della squadra.
Credo che potremo chiederci se era la partita giusta per far esordire Misic, in quella zona dove in trasferta Brezovec e Juande di solito beneficiano di un contributo aggiuntivo.
Sono riflessioni tipiche di chi è soprattutto osservatore ma non partecipa attivamente allea fase della preparazione e dell’allestimento della formazione.
Può essere che il mister negli allenamenti abbia visto Misic più in forma di tutti ed allora le nostre riflessioni sarebbero ingiustificate.
Forse però sarebbe stato più prudente riproporre il tridente di centrocampo già collaudato con Canadijia.
La fascia destra, soprattutto in fase difensiva, è sempre un po’ il nostro tallone d’Achille.
I primi due gol del Cesena sono nati da incursioni sviluppatesi da quella parte.
Certo ci sono state incertezze anche dei difensori centrali, ma non c’è dubbio che dalla parte destra si sia sofferto e si soffra troppo spesso.
Forse Martic potrebbe essere rivisto.
E poi la personalità, come dicevamo la settimana scorsa.
Strano che Terzi, esperto e solido, sia uno di quelli che ha perso un po’ l’orientamento così come è necessario che Situm (evitiamo in questa circostanza soprannomi entusiastici) dimostri tutta la sua forza e la sua tecnica anche nelle partite più difficili e decisive.
Solo Brezovec ha dimostrato un cipiglio da guerriero, qual’è, fino alla fine.
Al di là di queste considerazioni ci deve essere ora il lavoro del mister e della dirigenza per ridare certezze e fiducia a questi ragazzi che tanto bene hanno già fatto e che possono fare ancora meglio.
Occorre dimenticare questo infortunio e ripartire con la marcia giusta per rimandare a casa battuto, finalmente, un Avellino diventato per noi bestia nera.
Il pubblico saprà accoglierli sabato e caricarli per il meglio, come al solito.

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