Intervista al drammaturgo Jeton Neziraj

All’Intercity Festival di Sesto Fiorentino (con il significativo tema dell’Odissea) in occasione della presentazione in prima italiana dello spettacolo teatrale “Guerra ai tempi dell’amore” diretto da Blerta Rrustemi Neziraj, abbiamo intervistato il drammaturgo balcano Jeton Neziraj autore del testo, già direttore del Teatro Nazionale del Kosovo e fondatore della compagnia Qendra Multimedia con sede a Prishtina.

Jerton Neziraj ci ha raccontato in primo luogo del suo ultimo lavoro ‘Guerra ai tempi dell’amore‘: “Si basa su 4 donne che parlano delle loro storie, delle loro passioni e vicende intime all’interno di un salone di bellezza… E’ una metafora del mondo delle donne che cercano nel salone di bellezza di nascondere le loro storie passate, i loro traumi e i loro complessi… Questo è lo spettacolo meno politico che ho scritto…”.

Jerton Neziraj da sempre stato molto attento alle tematiche sociali ha continuato parlandoci del ruolo di un artista e del teatro nella società: “… Penso che il ruolo di un artista nel teatro e nella società sia di essere attivo. L’artista non può restare comodo e osservare le cose da distante, in tempi di crisi e di grandi movimenti sociali deve avere un ruolo attivo. Questo non significa che debba fare della propaganda, ma nelle proprie opere e creazioni ha il compito di esplorare le problematiche e dare voce agli oppressi che non possono parlare nella società…” .

Della situazione culturale in Kosovo ha detto:“E’ difficile descrivere la situazione del teatro in Kosovo. Posso dire che è una vita teatrale povera, in tutto il paese non ci sono più di venti produzioni e in questa situazioni non ti puoi aspettare una qualità molto alta. Nonostante tante difficoltà ci sono compagnie che osano dire qualcosa e che cercano di produrre spettacoli provocatori… Sono stato direttore del Teatro Nazionale del Kosovo per tre anni dal 2008 al 2011 e ho portato avanti un processo di collaborazione anche con gli artisti serbi, cercando di costruire una ponte dopo più di vent’anni di disconnessione per un conflitto durissimo. Dopo tre anni del mio mandato non ho più potuto continuare il mio lavoro perché non erano d’accordo con questa mia idea di collaborazione. Oggi le cose sono cambiate e la collaborazione con gli artisti serbi è più semplice. Ci sono molti altri artisti che stanno collaborando e penso che le cose miglioreranno con il passare degli anni.

Nerizaj ha affrontato spesso il tema dell’immigrazione, che ha vissuto in prima persona: ”L’immigrazione è un fenomeno che si ripete continuamente… Io ero tra coloro che scappavano verso la Germania ed è per questo che i miei lavori tornano spesso su questo tema… A mio parere, il ruolo del teatro nella società è molto importante e deve seguire questo problema con più attenzione, non solo per mostrare il problema, ma per cercare di costruire un ponte tra la nostra società e gli immigrati… Gli immigrati di oggi sono i nonni degli immigrati di ieri e sfortunatamente saranno i figli di quelli di domani in questa direzioni il teatro credo che possa avere un ruolo importante…”

Ci ha raccontato di come è nata la collaborazione con l’Italia e dello spettacolo “In Paradise artists can fly” che vede come residenze italiane La Spezia e il festival “Armunia” di Castiglioncello:Nei lavori con la compagnia Qendra Multimedia cerchiamo di avere una collaborazione internazionale, portiamo artisti con una diversa preparazione, di diversa nazionalità e cultura e cerchiamo di integrarli nel nostro lavoro proponendo di comunicare artisticamente con loro. Il risultato è che le produzioni potresti chiamarle produzione del Kosovo perché le tematiche sono del Kosovo, ma hanno anche qualcosa di altre culture.

Per esempio abbiamo lavorato“In Paradise artists can fly”con un compositore italiano Gabriele Marangoni e certamente c’è qualcosa della sua influenza e della musica italiana… La collaborazione con l’Italia nasce quasi per caso quando la professoressa e critica Anna Maria Monteverdi è venuta a visitarci e da allora i rapporti con l’Italia sono diventati sempre più importanti… Sono molto contento perché uno dei miei lavori recentemente è stato tradotto e pubblicato, devo ringraziare molto Anna Maria Monteverdi e tutti quelli che l’hanno reso possibile questa collaborazione, che spero continuerà nei prossimi anni. Tutto questo mi rende felice.

Ecco l’intervista video integrale: 

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