Proposte del Comitato Sarzana, che botta! nell’ambito dell’Inchiesta Pubblica di VAS

SARZANA – Premessa: Avanziamo queste proposte per rispetto della presidenza, che ha accolto la richiesta di una terza riunione dell’Inchiesta pubblica. Ci siamo assunti l’impegno di formulare proposte e lo portiamo a termine, anche se l’approvazione del Piano del litorale da parte del Consiglio comunale in palese e consapevole violazione dell’art. 4 della legge di VAS, vanifica il significato della stessa Inchiesta. Anzi ci chiediamo perché sia stata fatta: ci appare come una pura formalità per consentire all’Amministrazione di accreditarsi come aperta alla partecipazione e al confronto, quando nei fatti (approvazione) dimostra noncuranza o addirittura disprezzo. Questa inchiesta è stata condotta con serietà dalla presidenza, rischia di concludersi in farsa. Per la prima esperienza di VAS a Sarzana, non male. Ovviamente saremmo ben lieti di essere contraddetti dalle decisioni che la Regione assumerà in merito alla delibera di approvazione.

Proposte

Parcheggi. Condividiamo l’impostazione del Parco Magra e riteniamo che le indicazioni siano il “minimo sindacale” per un Piano che voglia almeno rispettare l’ambiente, se non proprio valorizzarlo, limitando il consumo di suolo agricolo e rinunciando ad assumere il numero massimo di auto presenti nei giorni di punta come indicatore a cui subordinare le scelte di mobilità,. La riduzione delle aree agricole da destinare a parcheggio, contenendo la dimensione dello stesso a una superficie inferiore rispetto a quella occupata attualmente nel retrospiaggia, è necessaria anche per incentivare l’adozione di interventi che favoriscano la mobilità sostenibile, che, in caso contrario, verrebbero rinviati sine die. A tal fine auspichiamo che l’Amministrazione comunale voglia subito aprire un confronto con l’Atc, i comuni confinanti, la Regione per individuare e assumere soluzioni idonee a partire, ad esempio, da un piano corse che incentivi le frequenze e la velocità del trasporto e da un piano tariffario che incentivi l’uso del mezzo pubblico da parte delle famiglie. Torniamo a sottolineare il grande limite di questa VAS: non conosciamo le previsioni di parcheggi nella fascia costiera di Fiumaretta, che rischiano di aumentare l’impatto sull’area agricola. Per restare in territorio sarzanese, essendo il presente SUA una variante al PRG di Sarzana, è possibile riperimetrare il confine del Piano.

Si propone di comprendere nel perimetro tutte le aree già oggi destinate a parcheggio, ormai compromesse per l’uso agricolo e che non sono state conteggiate. Una loro più efficiente sistemazione può consentire di recuperare molti più stalli degli attuali e consentire di tagliare 2 ulteriormente le previsioni nelle aree agricole (non ci si venga a dire: “potevate proporlo prima”, perché non ce n’è stata data la possibilità né prima dell’adozione né prima dell’approvazione). Ci riferiamo:

a) Parcheggio antistante le spiagge libere, delimitato ad est dalle ex scuderie (gestito di norma dalla Pubblica Assistenza). Si auspica la destinazione a parcheggio pubblico a servizio delle spiagge libere (contenimento dei costi per le famiglie)

b) L’area che costeggia il torrente Parmignola, delimitata a ovest dai palazzi, che può servire gli ultimi bagni al confine con Carrara

c) L’area all’ingresso del centro abitato usata già oggi a parcheggio per le feste dell’Unità

d) Aprire il confronto col Comune di Ortonovo per dislocare una parte dei parcheggi nella zona di Luni Mare ben collegandoli con percorsi ciclopedonali attraverso la Tenuta e con servizi di trasporto. E’ anche la spiaggia degli Ortonovesi (Castelnovesi ecc. ): non si vede perché della mobilità dei bagnanti se ne debba far carico solo Sarzana, sprecando territorio.

Consumo di suolo: riduzione superfici commerciali

Nel dibattito abbiamo sentito che vengono presi come modello Marina di Carrara e i centri della Versilia (Forte dei Marmi, Marina di Pietrasanta). La ristrettezza del dibattito non ha consentito a noi di far notare che tutte le località indicate sono densamente abitate anche d’inverno. In quelle realtà le attività commerciali hanno una clientela di base costituita dai residenti stabili. La stessa cosa non si può dire per la piccola frazione di Marinella. Il SUA prevede 4.900 mq di nuove superfici commerciali a monte della strada provinciale, senza contare gli altri 1700 mq di superfici commerciali collegate agli stabilimenti e bagni. Si tenga conto che le nuove superfici commerciali previste in via Muccini nel Piano Botta, che segna il passo per mancanza di acquirenti, sommano a 3.477 mq. Quelle oggi già esistenti in via Muccini sono per un terzo vuote. Ci dispiace che il Consiglio comunale non abbia potuto valutare queste considerazioni. La proposta è di ridurre le superfici commerciali (anche per renderle più pregiate) e di destinare una parte dei terreni edificabili ad aree di parcheggio pertinenziale con un fondo adeguato per essere fruibili anche d’inverno (non ci pare ne siano state previste), riducendo ulteriormente nel contempo i parcheggi nelle attuali aree agricole.

Spiagge Libere: Prevedere otto costruzioni che occupano l’intero fronte delle Spiagge libere sembra a nostro avviso eccessivo ed economicamente non sostenibile. Si tratta di esasperare la concorrenza, 3 aprendo la strada a nuovi abusi (attrezzature collocate anche senza richiesta per catturare i clienti ecc.,). Inoltre si aggiungono altre superfici commerciali, che Marinella spa dovrebbe cedere al Comune, tenendo per sé le superfici, più consistenti ed economicamente appetibili, per le attrezzature balneari. A nostro avviso sarebbe opportuno ridurle almeno a cinque. Noi abbiamo già evidenziato come tutto il Piano con l’arretramento degli stabilimenti in proprietà privata comporti un grande affare per Marinella spa (con la quale questo Piano è stato concordato nel protocollo d’intesa siglato nel novembre 2013 dal sindaco Cavarra e dall’AD Reverberi) e una perdita per le finanze pubbliche in prospettiva della Bolkestein (le future aste per arenili su cui non si può più realizzare nulla, avrebbero come partecipanti i soli titolari di impianti nel retrospiaggia a dispetto del principio di concorrenza della normativa europea). Pensiamo che Marinella spa, che da questo Piano si vede significativamente valorizzare dalla destinazione a superfici commerciali e parcheggi i terreni a monte della litoranea, attualmente senza valore di mercato, essendo da tempo abbandonati e degradati, possa cedere in compensazione al Comune tutta la fascia di territorio compresa tra la spiaggia e la strada litoranea. Il Comune in questo modo avrebbe la possibilità di mettere all’asta le superfici edificabili destinate alle attrezzature balneari, commerciali e agli stabilimenti e trarre incassi per le opere pubbliche, senza ricorrere a quelle forme di “opere a scomputo” che hanno nella piscina di Sarzana, nei parcheggi interrati della Vetraia e del Biava e nelle infrastrutture pubbliche del Piano Botta la più eloquente e incontestabile testimonianza d’inefficienza. Il danno all’erario, che si produrrebbe aggirando la Bolkestein, verrebbe compensato da un maggior ricavo per il Comune, salvaguardando quell’interesse pubblico, che questo Comitato si preoccupa di tutelare al pari dell’ambiente e che a noi sembra gravemente compromesso nell’attuale formulazione del Piano. Si tratta di modificare il protocollo d’intesa e le NTA. In caso contrario vorremmo capire cosa mette sul piatto in euro Marinella spa, che in quarant’anni ha abbandonato al degrado borgo, pineta e area circostante, a fronte della considerevole rendita che viene ad essa garantita dalla trasformazione dei terreni abbandonati in superfici commerciali e in parcheggi pertinenziali. Nel tempo, inoltre, i maggiori introiti che potrebbero derivare al Comune dalle concessioni dei terreni potrebbero essere utilizzati per l’ulteriore qualificazione ambientale di tutta la fascia costiera.

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