I suoni in movimento di Lino Strangis

Nel mondo dell’arte, soprattutto nella poesia e in certa pittura, capita spesso che il pensiero del poeta o del pittore sia qualcosa di talmente personale da sembrare ostico e che si presti ad una libera interpretazione da chi ne fruisce. Avviene la stessa cosa quando si parla di musica sperimentale. La sperimentazione musicale, rende onore a chi la pratica essenzialmente per due motivi: di solito non paga, nel senso letterale del termine, ed è forse la forma piu’ nobile e meritoria in questo campo. Certo, con l’equipaggiamento tecnico in dotazione nei nostri tempi, puo’ sembrare semplice esplorare e comporre, in realtà, senza la scintilla della creatività umana, nulla è mai fattibile.

Lino Strangis, poliedrico artista romano di origine calabrese, docente presso il DAMS, direttore artistico dell’organizzazione no-profit CARMA, è l’artefice di vari progetti musicali innovativi, lontani da ogni logica commerciale e quindi puri,non contaminati. Il rischio di chi compone questo genere di musica è quello di annoiare  o, quantomeno, di non essere compreso, un po’, come si diceva, quello che succede a certi poeti o a certi pittori. Non è il caso di Lino Strangis che si avvale del contributo di alcuni musicisti con i quali ha dato vita all’ E.T.E.R.E. Project, un ensemble ambizioso con il quale si esibisce in futuriste e coinvolgenti performance dal vivo. La loro musica è legata a doppio filo a dei video che interscambiano le note con le immagini. Egli stesso definisce il tutto come Opera/Azione, come ad esempio nel lungo brano “Pensiero volante non identificato”. Un’operazione, appunto, artistico-itinerante, un progetto musicale con improvvisazioni multi-traccia, reperibile gratis in internet, con ben 33 minuti di musica che si evolve, talvolta “ambient”, a tratti con suoni angoscianti da colonna sonora di thriller stile “The Cube”, alternando anche momenti bucolici di paesaggi di una natura quasi artificiale. Quando pensi che il tema musicale abbia acquisito staticità, ecco che si tramuta in improvvise note di carta vetrata, non una suite ma una autentica ”opera di suono”. Altro mirabile esempio è “Mondificazioni” dove il gioco di parole nel titolo parla di un universo in contrazione-espansione, della possibilità di generare mondi ed il video che lo accompagna, è assolutamente un qualcosa di imperdibile ed ipnotizza l’osservatore che ne rimane affascinato. Una sorta di psichedelia industriale, con base elettro-digitale, dove si sovrappone la voce di Giulia Pellini quasi a voler lasciare una traccia umana di speranza. Dal vivo, questo brano viene eseguito con una partitura dettata dal video ed è “leggibile” a seconda del  momento, ogni volta è sempre diversa. Uno strumento a corde autocostruito collegato al pc, ed ecco che nasce “In my room, in my mind”. Una musica quasi meditativa ma graffiante, ruvida, con vaghi echi tibetani e minimalisti, dove a tratti il suono si fa lancinante e drammatico. E.T.E.R.E. Project, oltre a Lino ed alla succitata Giulia, è formato anche da Giovanni Paris e Roberto Liberati, costituendo una versione moderna,tecnologica e futurista di gruppi unici come lo sono stati i Tangerine Dream, tanto per dare un’idea di massima. Nella rete, è reperibile  “Web-Esperimento  Suono-Movimento-Suono”, una creazione unica dove la musica ipnotica e suggestiva del gruppo diventa un tutt’uno con un video molto originale, dalla splendida scelta cromatica, dove si vedono catene di umani-disumanizzati in continuo movimento. Un altro dei tanti brani interessanti è “Odyssey in the sense” dove viene usata la metafora dell’astronauta che simboleggia l’umano bisogno di esplorare i meandri della conoscenza, spesso da soli ed in balia degli eventi negativi che vi si frappongono. Importante anche la collaborazione degli E.T.E.R.E. Project con Mattia Caroli e i Fiori del Male dove troviamo una fusione tra la psichedelica e la musica elettronica, quasi un’evoluzione dei giorni nostri della vecchia kosmic music. Di Lino Strangis, si diceva trattarsi di un poliedrico artista, con esperienze anche fuori dal nostro Paese, basti pensare alle manifestazioni organizzate un po’ ovunque, al coinvolgimento di studenti e scuole di vario grado, alla cura ed alla regia dei video, all’innovativa interazione tra musica/video/web  fatta di ricerca ed avanguardia. I “Suoni in Movimento” proposti da questo gruppo di artisti, proiettano immancabilmente in una dimensione lontana, non è difficile immaginare dei luoghi di ritrovo dove ascoltare e guardare questa musica magari nel 2050. Musica ed immagini da vivere in modo attivo, per aprire la mente. E Dio solo sa quanto ce ne sia bisogno di questi tempi…

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