UAAR: sostegno a Michele Fiore, iniziativa popolare per calendarizzare legge su fine vita

LA SPEZIa – L’avvocato MICHELE FIORE, consigliere comunale a Lerici, ed ex assessore, forte della sua esperienza professionale per aver assistito clienti trovatisi coinvolti in casi di eutanasia, ha lanciato pubblicamente la proposta di calendarizzare subito una legge di iniziativa popolare su fine vita.

Finalmente qualcuno che ha il coraggio di sollevare pubblicamente un problema del quale si continua purtroppo a evitare di parlare.

In Italia, a differenza che in molti paesi europei, non esiste una legge, che regoli la morte assistita, né sotto forma di suicidio assistito, cioè effettuato dalla persona interessata con l’ausilio di medici e con la fornitura di farmaci idonei, né sotto forma di eutanasia attiva, cioè attuata da personale sanitario dietro richiesta dell’interessato e dei congiunti, né sotto forma di eutanasia passiva, quello che i giornali definiscono “staccare la spina”, cioè sospendere le cura al paziente per accelerarne il decesso.

Ricordiamo tutti il caso Englaro, col linciaggio morale che è stato praticato da ambienti clericali verso la coraggiosa figura di Peppino Englaro. Ricordiamo il triste caso di Webly o quelli famosi dei noto registi Monicelli e Lizzani, entrambi malati terminali, ed entrambi costretti a lanciarsi dalle finestre di un ospedale per porre fine volontariamente alle proprie sofferenze.

E’ tempo che anche l’Italia si doti di una legge in materia, anche per evitare dolorosi e tragici suicidi come quelli dei due grandi registi o fughe all’estero, come quella che racconta l’avvocato FIORE nel suo articolo, non sempre possibili a tutti anche a causa dei costi che una simile scelta comporta.

Per la verità una proposta di legge di iniziativa popolare c’è già, promossa dall’associazione LUCA COSCIONI e appoggiata dalla UAAR a livello nazionale. E’ stata consegnata al Parlamento e, nonostante l’appoggio dato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e la sua esortazione al Parlamento a metterla la più presto in calendario, ancora oggi, non si è discusso di quella legge.

La Chiesa Cattolica, sulla base del principio che sarebbe un dio a darci la vita, sostiene che è sempre il solito dio ad avere la possibilità di togliercela, per questo si oppone ad ogni possibile intervento legislativo.  Secondo la Chiesa Cattolica non siamo proprietari della nostra vita e non possiamo disporne come vogliamo senza il suo consenso. Anzi il ruolo della Chiesa, seppur attenuato negli ultimi anni, un tempo sosteneva persino l’abominevole tesi che il dolore ci avvicina alle sofferenze del Cristo e quindi è giusto far soffrire le persone e, quindi, bisogna limitare l’uso di farmaci antidolorifici, ed è per questo che in Italia le terapie antidolore sono più limitate e difficoltose che in paesi più civili del nostro.

Ma nel mondo e anche in Italia, non esiste solo la Chiesa cattolica. La necessità di una legge sull’eutanasia  legale è oggi sentita, per esempio, dalla chiesa Valdese, che si è attivata nella raccolta firme.

Nel nostro Paese la maggioranza della popolazione è favorevole alla discussione di una legge in merito, ben vengano quindi le proposte come quella di MICHELE FIORE, indispensabili a risvegliare le coscienze.

L’UAAR provinciale della Spezia c’è ed è disponibile ad assumere, insieme a chi è d’accordo, un’iniziativa di confronto pubblico su questo tema di grande attualità. Lerici potrebbe essere la sede adatta per questo tipo di confronto.

Nicola Caprioni

(portavoce circolo Uaar la Spezia)

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