I falsi proclami di Renzi. Un intervento di Mario Bonelli

Se l’obiettivo del governo è quello di puntare al mantenimento del consenso e di far passare in seconda linea l’abbattimento del debito, gli italiani dovranno fare i conti con la crisi ancora per un bel po di tempo. E’ vero che questa legge di Stabilità (legge di fiducia  chiamata da Renzi) guarda da sinistra a destra dello schieramento politico, prospettando un ventaglio di soluzioni, molte delle quali a carattere popolare che vanno anche nella direzione di sostenere una eventuale ripresa economica. Le coperture più o meno sostenibili ed efficaci, vanno dalla Spending Review (interventi sui ministeri e Sanità) alla flessibilità UE, al rientro dei capitali e giochi e altre, che servono per gli Impegni di spesa tra cui, abolizione tassa prima casa, pacchetto enti locali, anticipo taglio Ires, edilizia scolastica e altri, il tutto in attesa di una approvazione da mamma Europa. Sappiamo che la maggioranza di governo è da tempo impegnata a portare avanti la battaglia sulle riforme istituzionali, le quali sono sì importanti,  ma non si traducono in un beneficio economico, nei confronti di coloro che hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese, e nei confronti dei poveri che sono in aumento. La politica racconta troppe balle e  falsi annunci, che la ripresa c’è, come è vero che la Grecia non può uscire dalla crisi perchè il debito che ha è eccessivo e impagabile, altro debito, altri soldi da restituire, in un circolo vizioso. Vantarsi, in proclami, come fa Renzi di portare avanti lo “Zero virgola” di aumento delle vendite al dettaglio, non porta da nessuna parte, in realtà, quello che  è aumentato, il credito al consumo, di  fatto gli italiani, hanno fatto la spesa, indebitandosi. Anche le esportazioni in Italia vanno bene, come va bene la bilancia dei pagamenti, ma siccome noi abbiamo un altissimo debito, se si tiene conto del pagamento degli interessi sul debito, il Bilancio torna in rosso. Cioè le esportazioni ci sono, ma non tante da sperare una diminuzione del debito, rendendo la situazione sempre meno sostenibile. Ormai, penso, che tutti, politici e non, hanno capito, che una politica dell’austerità, restringe la domanda interna, impedendo la crescita e rende i debiti impossibili da restituire, la politica del rigore  e dei tagli deprime sempre più i diritti fondamentali dei cittadini più poveri. Per uscire da questa impasse,  ritengo che le soluzioni sono a) un aumento della spesa pubblica, e degli investimenti pubblici, prima di quelli privati,  con sforamento del fatidico 3%, b)  una creatività che oggi manca, c) nel frattempo la sperimentazione delle cosiddette monete locali (ad esempio la Crevit),  solo così la società reagirebbe.

Mario Bonelli dottore commercialista – revisore dei conti enti locali

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