Costruire sulle colline? «Leggete il Puc e i regolamenti comunali» scoprirete che si può

caseLA SPEZIA – Pubblichiamo di seguito una lettera inviata dall’Ingegner Pier Paolo Bracco sul dibattito relativo alla cementificazione delle colline della Spezia.  

Sulle recenti dichiarazioni del presidente dell’ANCE Faconti che ha dichiarato, in sostanza, che costruire sulle colline aiuterebbe a salvare il territorio contro il dissesto, sembra esserci quasi unanime condanna.

Politici e semplici cittadini, con poche eccezioni, sostengono tutti che il territorio collinare vada protetto fermando la cementificazione per tutelarlo dal dissesto.

Non vorrei sembrare il solito Pierino ma mi chiedo quanti degli intervenuti nel dibattito conoscano il PUC e i regolamenti comunali in vigore sulla materia, come ad esempio l’articolo 26, “interventi di recupero a fini turistici e ricettivi”, del regolamento attualmente in vigore, che si riferisce alle “strutture alberghiere” e non alberghiere: B&B, affittacamere, case vacanze, ecc. ed agli edifici esistenti non alberghieri che intendono trasformarsi in albergo o in struttura ricettiva non alberghiera.

L’articolo 26 prevede che per gli edifici alberghieri esistenti e per quelli che si vogliono trasformare in albergo siano consentite:

1) la costruzione di volumi interrati e seminterrati oltre i confini dei muri perimetrali;

2) la costruzione di piscine;

3) la sopraelevazione di un piano;

4) sulle costruzioni accessorie presenti all’interno del lotto è ammessa la demolizione e ricostruzione e, nel caso di più manufatti, la ricostruzione di un solo corpo;

5) la costruzione di un alloggio per il custode di max 80 mq di superficie utile;

6) per gli edifici esistenti è ammesso un aumento fino ad un massimo di 4 camere e per quelli che intendono trasformarsi in “ricettivi” un aumento di ben 200 mq di superficie.

7) Anche per gli edifici residenziali è ammesso un ampliamento del 20% con l’obbligo di coltivare 120 mq di terreno per ogni metro quadro di superficie ampliata.

Su quest’ultima clausola (l’obbligo di coltivazione del privato in cambio della possibilità di costruire) temo che, se sarà attuata “sulla fiducia”, senza controlli o sanzioni per gli inadempienti, difficilmente il risultato sarà positivo.

Per continuare (gli esempi non mancano): molti affittacamere sono in realtà alberghi mascherati: vi sono casi di 2 o più affittacamere da 6 camere cadauna che vengono gestiti unitariamente (reception, piscina comune, ecc); le case vacanze, invece, diventano in molti casi multiproprietà e seconde case (vengono vendute a terzi, che poi fingono di affittare per poche settimane all’anno agli amici), e così via.

Tutto ciò premesso non mi sembra che la riduzione della cementificazione, delle colline, seppur lodevole, sia proprio “a zero” e dunque non credo che i costruttori abbiano di che lamentarsi.

A tutti coloro che vogliono davvero conoscere PUC e regolamenti, consiglio di andare sempre alla fonte, leggendo “le carte” per intero e traendone le dovute conclusioni sulla volontà (o possibilità) di fermare la cementificazione delle colline e della città.

(Pier Paolo Bracco)

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