Scavi archeologici nell’ospedale medievale di Centocroci, al passo dell’Ospedalaccio

Sono iniziate nel mese di ottobre le ricerche archeologiche al passo dell’Ospedalaccio, dove le precedenti indagini avevano individuato i resti dell’ospedale medievale di San Lorenzo di Centocroci, noto dai documenti a partire dal XII secolo e legato a Canossa.

Lo scavo si inserisce all’interno di un progetto di ricerca avviato alcuni anni or sono dall’Università di Pisa e oggi portato avanti dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano su concessione della Soprintendenza Archeologica della Toscana, il cui obiettivo è lo studio della viabilità e delle comunicazioni in questo tratto di montagna nel Medioevo.

Lo studio delle carte storiche e le ricognizioni sul terreno degli scorsi anni hanno permesso di individuare numerosi tratti di strade antiche, alcune meravigliosamente conservate, che attraversavano questo tratto di Appennino mettendo in comunicazioni Pianura Padana e costa Tirrenica. Per questo il suo titolo richiama due luoghi dalla grande valenza simbolica: Luni e Canossa.

I primi risultati del progetto sono stati presentati nelle settimane scorse a due importanti convegni scientifici: quello della Società degli Archeologi Medievisti Italiani a Lecce e quello della European Association of Archaeologists a Glasgow.

“I primi giorni di scavo – spiega Massimo Dadà, direttore scientifico del progetto – hanno permesso di portare alla luce parte della cappella absidata, luogo di culto in cui viandanti e pellegrini potevano pregare, e nelle cui vicinanze anche essere seppelliti, qualora per sventura la morte li avesse colti in viaggio. Obiettivo di questo anno è la ricostruzione puntuale della pianta della chiesa e di un locale che si trovava a nord di quest’ultima, con il contestuale scavo di alcune sepolture.

Lo studio delle murature, degli strati e dei reperti ci permetterà di scrivere nuove pagine sulla storia di questo sito, ma anche più in generale sulla viabilità in montagna e sui contatti culturali e commerciali in un confine euro-mediterraneo come quello della catena appenninica tosco-emiliana.

Dopo la fine degli scavi, che si protrarranno fino a metà ottobre, le prossime iniziative saranno quelle di divulgazione e pubblicazione dei risultati e di valorizzazione del sito. La sua posizione a pochi metri dal sentiero CAI 00, la famosa GEA, ci suggerisce inoltre di valutare una sua musealizzazione, con la creazione di un piccolo parco archeologico che racconti al camminatore di oggi una secolare storia di strade, pellegrini e viandanti”.

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