Prc La Spezia replica a Faconti (Ance): “Basta speculare sul suolo, occorre una visione economica sostenibile del nostro territorio”

LA SPEZIA – Stop al consumo di suolo è una posizione ideologica? Per chi difende gli interessi del cemento è comodo liquidare e stigmatizzare certe battaglie.

Ciò che lascia sgomenti delle dichiarazioni del direttore dell’Ance spezzina Faconti, è la sua visione miope: se questo è il pensiero della classe imprenditoriale locale, non c’è da stupirsi delle pessime acque in cui naviga l’economia spezzina.

Facciamo notare a Faconti che La Spezia è stata censita dal Sole24Ore come la provincia italiana in cui si concentra il maggior numero di case in vendita rispetto al totale delle unità residenziali registrate al Catasto, contando ben 26 abitazioni invendute ogni mille.

Con un minimo di onestà intellettuale gli imprenditori spezzini dovrebbero prendere atto che l’economia del consumo di suolo è fallita nei fatti, ragion per cui occorrerebbe innovazione nel settore dell’edilizia.

Per questo una politica seria dovrebbe mettere al centro programmi di recupero, incentivi alla ristrutturazione ed al miglioramento prestazionale dei manufatti esistenti.

Ma evidentemente questo genere di rilancio economico del settore è troppo complesso per chi non ha idee innovative, limitandosi a vedere il settore dell’edilizia come se fossimo ancora negli anni ’60.

Su una cosa Faconti ed Ance hanno perfettamente ragione: per combattere il dissesto idrogeologico occorre il presidio del territorio.

Tuttavia invitiamo la classe dirigente spezzina a distinguere il presidio agricolo dall’impermeabilizzazione ulteriore di suolo. Sono due aspetti ben differenti dell’uso del suolo, che chi ha certe responsabilità dovrebbe avere ben presenti.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

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