Quanto inquinano le “navi in giardino”?

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Navi da Crociera e vele di Scampia a confronto

Il “Cruise Ship Report Card 2014” di “Friends of Earth” pone MSC tra le quattro peggiori linee croceristiche dal punto di vista ambientale

Trattamento della acque reflue, riduzione dell’inquinamento atmosferico, conformità della qualità dell’acqua, questi sono solo alcuni dei parametri utilizzati dall’associazione ambientalista internazionale Friends of Earth per valutare la qualità ambientale di 15 tra le principali compagnie da crociera.
Tra le navi peggiori troviamo la Costa Diadema, la MSC Armonia e la MSC Divina.
In generale, l’impatto ambientale di una nave da crociera, con migliaia di cabine, piscine, casinò, discoteche e ristoranti è paragonabile a quello di 14.000 automobili.
Alcuni numeri preoccupanti del documento mostrano che le enormi quantità di cibo consumate, insieme con le acque di lavanderia, piscine, strutture sanitarie, laboratori fotografici e centri termali, vengono scaricate in mare, contaminando risorse ittiche e rappresentando un pericolo per persone, consumatori di pesce e bagnanti.
La fauna marina può morire a causa dell’eccesso di azoto e fosforo causati dai liquami che determinano la crescita eccessiva delle alghe e la conseguente riduzione dei livelli di ossigeno presenti nelle acque.
Il report stima che una nave da crociera da 3.000 persone genera 210.000 litri di acque reflue settimanali – abbastanza per riempire 10 piscine, e 1 milione di litri di acque grigie, ovvero altre 40 piscine piene di rifiuti. Una nave è pari a 50 piscine di rifiuti altamente inquinanti che possono essere scaricati nei nostri mari ogni settimana.
Le navi da crociera sono anche responsabili di un forte inquinamento atmosferico. Le emissioni dei motori includono ossidi di azoto, ossidi di zolfo, anidride carbonica e polveri sottili.
L’impatto ambientale non riguarda solo la navigazione in quanto le navi inquinano anche quando sono nei porti e il crocerista se non viene ben gestito è tutto tranne che un turista sostenibile quando è a terra.
I costi sociali e ambientali delle crociere sono di gran lunga superiori agli apparenti benefici economici. Il turismo e l’ambiente sono strettamente interconnessi e se non si gestisce in maniera corretta, la natura e la biodiversità possono esserne seriamente danneggiate privando il territorio del proprio patrimonio naturale.
Un anno fa in un articolo mi domandavo se la città e la provincia della Spezia fossero pronte ad accogliere un incremento improvviso e picchi di presenze senza rischiare un degrado ambientale e un impatto sulle identità locali. Quanto accaduto alle 5 Terre dimostra che il dubbio era legittimo. Anche glissando sul fatto che il Mediterraneo è già il bacino marino più inquinato di tutto il pianeta, non si possono ignorare gli impatti ambientali e la produzione di rifiuti che derivano dalla massiccia presenza di turisti in località che, per loro natura, non sono preparate a riceverli.
Il piano regionale dei rifiuti della Liguria cataloga il crocerista tra i turisti peggiori dal punto di vista della spazzatura non differenziata prodotta e assegna un peso di 20,5kg alle presenze inferiori ai tre giorni contro i poco più di 3 kg delle presenze a lunga permanenza. Viene da chiedersi, pensando ad ACAM, se siamo nelle condizioni di ospitare un turismo di questo genere senza che il beneficio economico iniziale, tutto da valutare, venga superato dai costi di gestione o meglio, di non gestione dei rifiuti.
Non è questo il futuro su cui dovremmo scommettere!
Una politica lungimirante dovrebbe tentare di ridurre il più possibile l’impatto che il turismo di oggi può avere sul territorio e, di riflesso, sul turismo di domani. Dovremmo essere capaci di conservare la diversità biologica e paesaggistica puntando su una gestione corretta del patrimonio naturale e di quella che è l’eredità culturale dei nostri luoghi.

Cruise Ship Report Card 2014
Cruise Ship Report Card 2014
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