La donna del mese: Svetlana Aleksievič autrice del libro “Preghiera per Chernobyl” premio Nobel per la letteratura 2015

“Più mi addentravo nella storia di Chernobyl, più mi rendevo conto che quello che stavo annotando sul mio notes non era né il presente né il passato, ma il futuro” (Svetlana Aleksievič)

L’8 ottobre 2015 Svetlana Aleksievič giornalista e scrittrice bielorussa è insignita del Premio Nobel per la letteratura, “per la sua scrittura polifonica, un monumento alla sofferenza e al coraggio nel nostro tempo“. Quattordicesima donna a vincere il Premio Nobel. Tra i suoi libri: La guerra non ha un volto di donna (sulle donne sovietiche al fronte nella  Seconda guerra mondiale), Ragazzi di zinco (sui reduci della guerra in Afghanistan), Incantati dalla morte (sui suicidi in seguito al crollo dell’URSS),Preghiera per Chernobyl (sulle vittime della tragedia nucleare).


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Fu costretta a lasciare la Bielorussia perché accusata dal regime di Aleksandr Lukašenko di collaborare con la CIA e i suoi libri sono stati banditi dal suo paese. Ha pubblicato “Tempo di seconda mano“, imponente affresco con lo sfondo il crollo dell’impero sovietico: «Lo scopo del mio lavoro – ha scritto Aleksievič – è comprendere quanta umanità si nasconda in un essere umano e capire in che modo possa preservarla».

Preghiera per Chernobyl che dà la parola a quegli esseri umani che, a vario grado, hanno vissuto sulla propria pelle “il più grande disastro tecnologico del XX secolo”ha ispirato il monologo “Reportage Chernobyl – L’atomo e la vanga. La scienza e la terra” di e con Roberta Biagiarelli  (regia di Simona Gonella; videointerventi di Giacomo Verde) con la partecipazione straordinaria in video Roberto Herlitzka,prod. Babelia e c.

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Roberta Biagiarelli in scena, foto di Chiara Sbrana

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