Sonia Viale: “Felettino, opera imponente, ma necessaria”. E i soldi ci sono.

LA SPEZIA– Si è svolta nel pomeriggio di ieri la Commissione in Comune con audizione dell’Assessora Regionale alla Sanità, Sonia Viale. Il tema dell’incontro era il nuovo Ospedale del Felettino, un DEA di II livello di cui si parla da anni e sul quale ci sono molti dubbi, in primis per il bacino di utenza (600.000 persone, cifra non raggiungibile neppure con l’annessione del Tigullio) e in seconda battuta per il costo. Sonia Viale, però, ha rassicurato tutti, parlando di “opera imponente, ma necessaria“, dal costo previsto di 175 milioni di euro (di cui circa 120 dal Ministero, 30 dalla Regione Liguria e 25 dalla vendita dell’Ospedale Sant’Andrea).

Entro il 21 dicembre 2015, il vecchio Felettino sarà completamente dismesso, come annunciato dalla dottoressa Decia Carlucci: i reparti che ora sono al Felettino verranno smistati tra il Sant’Andrea (Medicina e Oncologia), il San Bartolomeo a Sarzana (che accoglierà Dermatologia), la Casa della Salute di Via XXIV Maggio (Neuropsichiatria Infantile) e l’istituto di Bragarina (Radiologia). Quindi, inizieranno i lavori di demolizione e poi la ricostruzione. “Siamo abbastanza avanti e rispetteremo i termini che ci siamo prefissati” ha concluso la dottoressa Carlucci. Gli ultimi termini che si sono prefissati (sono anni che si promette il nuovo Felettino, che dovrebbe già essere pronto, o comunque in fase di ultimazione) dicono 2020. Nel marzo scorso questo annunciò la ASL5, che però prometteva svuotamento definitivo del Felettino entro settembre (articolo). Secondo quanto annunciato ieri, però, ciò slitterà di “soli” 3 mesi che, in effetti, sono “quisquilie e pinzillacchere” rispetto agli anni di ritardo accumulati.

Per quanto riguarda il bacino di utenza, secondo l’assessora con gli accorpamenti verrà raggiunto, grazie a  “percorsi condivisi con le istituzioni“. La provincia spezzina ha un bacino di utenza di circa 200.000 persone e non si capisce ancora bene con chi verranno effettuati questi accorpamenti, ma se c’è un percorso condiviso allora va bene.

Infine, per ciò che riguarda i costi: si parla di 175 milioni di partenza, che già ci sarebbero. Ma se dovessero verificarsi dei problemi o dei ritardi? Basta vedere cos’è successo, sempre al Felettino, al bunker di Radioterapia, dove i costi aumentarono di 500mila euro a causa di infiltrazioni d’acqua non rilevate (Falde acquifere al Felettino: mezzo milione in più per la nuova Radioterapia). Bunker che, tra l’altro, doveva essere pronto a maggio, poi a luglio, infine a ottobre, ma con inizio dei trattamenti a novembre. Mese più, mese meno…

La Felettino-novela, insomma, sembra ancora ben lontana dalla conclusione. Basta non ammalarsi seriamente da qui al 2020…

 

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