Quartieri del Levante: “Serve il lavoro se fa morire in giovane età?”

LA SPEZIA– La programmazione degli investimenti sul nostro territorio per lo sviluppo e l’occupazione viene annunciata da mesi con particolare attenzione su alcuni insediamenti che da anni permangono, con gravi danni ambientali, sulla costa, nel Golfo come nel territorio intorno ed in particolare :

  1. –LA PORTUALITA’
  2. –L’ENEL
  3. –LA SNAM DI PANIGALLIA
  4. -LE BOE DELL’ARCOLA PETROLIFERA E DELL’AVIO
  5. –LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI,LA LORO LAVORAZIONE E LE BONIFICHE SULLE COLLINE DEL SIR DI PITELLI.

Nessuno di noi nega che ci troviamo in un periodo di transizione in cui si deve pensare al lavoro delle future generazioni ma proprio perché siamo in emergenza si deve evitare di ripetere le scelte fatte in situazioni simili che spesso hanno procurato danni irreversibili all’ambiente nel nostro territorio. Basta pensare a tutte le varie emergenze spazzatura che hanno fatto sì che si aprissero nel SIR almeno 14 discariche che vanno ancora bonificate oggi a distanza di tanto tempo (il primo conferimento risale al 1976).
Tutte queste emergenze, di qualunque natura fossero, hanno prodotto danni con i quali combattiamo ancora oggi nel nostro territorio, sul mare come sulla terra circostante e hanno creato un conflitto con la sostenibilità e la vita dei cittadini. Diventa necessario esprimersi su questo in quanto nei confronti istituzionali su temi riguardanti le attuali attività a rischio ambientale (a volte molto alto) non pare si ritrovi la volontà politica di una programmazione finalizzata alla progressiva riduzione di questi presidi a rischio ambientale che andrebbero diminuiti come ampiezza e che pare invece si vogliano consolidare ed ingrandire.

Nessuno sforzo progettuale viene fatto per trovare alternative produttive a basso impatto ambientale:

  • Sul porto di La Spezia giusto pensare ad una logistica europea, ma senza enfatizzare sulla necessità di sovradimensionare le banchine portuali visto che il nostro porto è l’unico nell’alto Tirreno ad essere così vicino alle case dei quartieri del levante tanto da far decidere al Ministero di ingiungere il rispetto di prescrizioni ambientali per la mitigazione degli inquinanti.
  • Sull’Enel si deve superare l’eventuale emergenza abolendo il carbone,evitando di pensare a bruciare il CSS(ovvero i rifiuti)ma facendo ricerche su energie alternative non dannose alla salute.
  • Sulla Snam di Panigallia la proposta di ristrutturazione non può essere quella di consolidare gli impianti esistenti e inserire nuovi servizi. Non si diminuisce in questo modo il rischio sicurezza anche ambientale.Forse sarebbe meglio pensare ad una ricollocazione degli impianti in zone dove il pericolo sia minore e meno densamente abitate.
  • Sulle boe di trasbordo dell’Arcola petrolifera è la stessa cosa,non si pensa alla loro eliminazione al contrario pare si voglia proporre di impianto plurifunzionali sulla costa al servizio distributivo energetico.
  • Sullo smaltimento dei rifiuti ed sui relativi impianti nel territorio spezzini siamo alle solite. Dopo anni di mancata bonifica sulle colline di Pitelli si cerca in modo confusionario e pericoloso di utilizzare impianti per la produzione del CDR creando devastanti condizioni di vita a coloro che hanno la sfortuna di vivere lì intorno e non si cerca una soluzione che sia risolutiva del problema.

Insomma, su questi argomenti si continuano a fare tavole rotonde per addetti ai lavori alle quali i cittadini, che vivono sulla loro pelle queste vicende, non possono partecipare o ,al limite, non possono parlare e non possono in alcun modo difendere la loro vita e la loro salute. Insomma la tendenza non cambia, si continua a mettere ambiente e salute contro il lavoro, come se le cose fossero separate.

Ci chiediamo però: serve avere un lavoro se ti fa morire in giovane età?

(Coordinamento Quartieri del Levante)

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