Laghezza, la mancata elezione in Confindustria e il ruolo di Santini…

LA SPEZIA- Riceviamo e pubblichiamo da un’imprenditrice spezzina.

Ho osservato che la discussione sulla Presidenza Confindustria e successivo ritiro della candidatura Laghezza ha provocato molto “baccano”. Posso raccontarvi, nei limiti di quanto ho vissuto in prima persona, quanto successo.
Tra la prima elezione di Laghezza (31 Luglio) e la presentazione di squadra e programma (28 Agosto), molti imprenditori titolari di diritto di voto in Confindustria ricevono una telefonata da Davide Santini, Segretario generale dell’Autorità Portuale di La Spezia.
Premetto che non lo conosco personalmente.
La telefonata esordiva così: “Sono Davide Santini, Segretario Generale dell’Autorità Portuale di La Spezia, La chiamo per conto del Presidente della Regione Giovanni Toti”. Continuava, spiegando che il Presidente della Regione Liguria “avrebbe gradito” un mio voto favorevole alla candidatura Laghezza. Inutile spiegare come, oltre al corto circuito istituzionale, non era ben chiaro chi fosse l’interlocutore col quale avevo a che fare. Davide Santini chiamava come Segretario Generale dell’Autorità Portuale Spezzina, suo ruolo istituzionale? O come “delegato” del Presidente della Regione Liguria? E in questo caso, in che ruolo? Come amico? Consulente? Perché e come avrebbe dovuto rappresentare il Presidente della Regione Liguria? Inutile spiegarvi come il Presidente dell’Autorità Portuale di cui lui è Segretario, Lorenzo Forcieri, non abbia mai visto di buon occhio la candidatura Laghezza, pur senza mai esporsi a favore o contro.
Da qui, l’ulteriore dubbio sulle richieste del Segretario dell’Autorità Portuale che Forcieri presiede. Le telefonate sono state fatte da Santini a molti colleghi.

Così come sono state fatte direttamente dall’assessore Giacomo Giampedrone: anche se, in questo caso, almeno era chiaro chi fosse l’interlocutore e chi rappresentasse, anche se si presentava “a titolo personale” e l’ingerenza nell’elezione di un ente privato per molti imprenditori è stata considerata decisamente fuori ruolo. Fino a qui, la mia esperienza personale diretta: di qui in avanti, quello che so indirettamente (e che tutto il mondo imprenditoriale interessato all’elezione del Presidente di Confindustria sa bene). Gli ultimi giorni prima del ritiro della candidatura da parte di Alessandro Laghezza, Davide Santini ha continuato con le sue pressioni, salvo poi fare un rapido e violento dietro front. Ha spiegato, due giorni prima del ritiro di Laghezza, come “la Regione” e “il Porto” avessero “abbandonatoLaghezza e chiesto ai diversi imprenditori titolari del voto che gli venisse “ritirata” la fiducia. Dal primo momento della sua candidatura, Laghezza ha potuto godere di due grandi sponsor: il mondo portuale (tramite Contship) e la Regione Liguria (tramite Giampedrone). Il tramite e collegamento dei due mondi era rappresentato da Santini.

Anche se, ripeto, non si sa a quale titolo: è comunque segretario generale di un ente che ha tenuta per tutta la vicenda una linea opposta.Quando Santini ha cominciato il suo dietro front, i più grandi sponsor di Laghezza (Contship e Regione Liguria), tramite Giampedrone, ancora lo sostenevano. Santini ha comunicato a  Giampedrone che Contship mollava Laghezza, e viceversa. Il risultato è che entrambi hanno mollato Laghezza, che si è trovato coi voti raccolti dalla prima elezione, ma senza sostegno.
Il Presidente Giovanni Toti, da quel che so, non si è mai esposto direttamente, salvo una telefonata fatta all’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, pochi giorni prima del voto poi saltato dell’11 Settembre. Allora, chiedeva se c’era da parte di Fincantieri margine per una ricomposizione e un ripensamento su una candidatura che, in quelle ore, si stava profilando come vincente. Bono rispondeva che, in coerenza con quanto da sempre espresso sulla vicenda da Fincantieri, questi margini non c’erano.

Posizione più che legittima: Fincantieri, OTO Melara e Termomeccanica hanno da sempre in coerenza votato Maestrini (direttore della divisione Navi militari di Fincantieri) e osteggiato la candidatura Laghezza. Qui, entra ancora in gioco Davide Santini: contatta Laghezza, comunicandogli che al contrario di quanto nei fatti Fincantieri si sarebbe allineata alla linea chiesta da Toti: di più, l’ha invitato a contattare direttamente MaestriniLaghezza chiama Maestrini, che gli comunica che quanto affermato non corrisponde al vero. Queste telefonate sono ormai conosciute da tutti e considerate una barzelletta: vera umiliazione di Laghezza, al di là della mancata elezione.

 Andando oltre al tema della candidatura Laghezza in Confindustria…
Ho letto stamattina delle indiscrezioni su Repubblica che avanzano la candidatura di Davide Santini all’Autorità Portuale di Genova.Mi chiedo, senza andare a osservare o giudicare le competenze tecniche e giuridiche del caso: basta per questa, un’amicizia intima con l’assessore Giacomo Giampedrone? Un’amicizia che si fonda dai tempi di Ameglia Servizi Turistici Srl: con la nomina diretta da parte dell’allora Sindaco a Santini come amministratore delegato. Dalla campagna elettorale di Toti, alla successiva elezione, non è mancato un’occasione in cui Santini non ha accompagnato Giampedrone (e, quindi, Toti): dai ritiri spirituali al Monastero di Santa Croce, ai pranzi con Berlusconi e alle cene di gala della Liguria ad Expo. Una presenza fissa e costante: anche sui social network, tra coltelli, armi e corpi militari d’eccellenza tanto amati e diffusi sui social da Santini.

Ma ancora, a questi eventi è sempre stato invitato istituzionalmente dalla Regione Liguria? E in funzione del suo ruolo, o della sua amicizia? Se in funzione del suo ruolo: perché non, piuttosto, il Presidente dell’Autorità Portuale che presiede?

(Lettera firmata)

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