Noi, “sognatori di mare” vogliamo un museo della Marineria e della subacquea a Spezia

LA SPEZIA– Sto seguendo, da diversi giorni, la campagna di sensibilizzazione circa la possibilità di avere, anche qui alla Spezia, un sommergibile museo che attiri moltissimi visitatori ed appassionati. La cosa non può che rendere gli uomini e le donne del settore entusiasti e speranzosi che questo progetto sia realizzato, così come se lo augura l’amico Marco Tarabugi, promotore dell’iniziativa, che ha voluto coinvolgere anche me insieme a moltissimi altri spezzini.
Come ho detto a Marco e a molti altri, ritengo che il progetto del sommergibile museo debba considerarsi un importante punto di arrivo di un processo che veda ristabilirsi, nel nostro Golfo, la storia e le tradizioni della marineria e della subacquea come cardini di un percorso di valorizzazione e di sviluppo, anche economico.

Dal 2008, l’Organizzazione che rappresento, “The Historical maritime society”, sta sviluppando questo processo collaborando con molte realtà associative, in particolare fuori dal nostro territorio, purtroppo. La mostra sul sommergibilismo spezzino “Sommergibili del Golfo”, che sviluppammo nell’ambito del Palio del Golfo 2010, ha riscosso un grande interesse ed è stata replicata anche fuori Spezia, per esempio presso l’Accademia navale di Livorno.
Ho già speso molte parole circa la trascorsa Festa della marineria, ma sono obbligato a fare mie le parole del Presidente del Gruppo modellisti navali spezzini, il Sig. Paveto, quando ha richiamato l’attenzione delle Istituzioni sul necessario coinvolgimento delle Associazioni locali del settore; un coinvolgimento che non sia esclusivamente di facciata, ma sia perno fondamentale nell’organizzazione di un evento così specialistico. Specializzazione che, purtroppo, dopo la prima edizione della Festa, si è persa per la chiara incapacità organizzativa delle “persone” chiamate a realizzarla. Su questo la responsabilità delle Istituzioni coinvolte è grave: nessun coinvolgimento di esperti ed appassionati del settore locali, nessuna analisi delle capacità organizzative in materia dei soggetti coinvolti, nessuna selezione preventiva con analisi dei curricula; soltanto il prendere “qualcuno” e chiedergli di spendere al meglio le “risorse pubbliche” messe a disposizione.

Logo_HMS

Quando mi è stato chiesto un parere circa la possibilità di realizzare un museo della subacquea, ho risposto con un progetto specifico che avesse come scopo fondamentale la valorizzazione della Spezia quale “Capitale mondiale della subacquea”; il nostro golfo, infatti, ed anche qui ho speso molto tempo e fiato nel sostenerlo, può essere così riconosciuto senza alcun termine di smentita. Un progetto, quello presentato, che tendeva ad un coinvolgimento totale del visitatore sia per quanto riguarda la parte espositiva, sia per la realizzazione di esperienze subacquee con apparecchi d’epoca; in quel contesto, un sommergibile al galleggiamento sarebbe stato di certo la parte più significativa  insieme al tributo che, doverosamente, la città avrebbe dovuto riservare ad una delle più importanti aziende di apparecchiature subacquee del mondo, la Galeazzi La Spezia che, ancora oggi, continua a produrre  meravigliosi elmi ed attrezzature da palombaro, seppure riservati ad un mercato di collezionisti ed appassionati.

Un progetto, quello del Museo della subacquea, che, ovviamente, è stato immediatamente cassato in quanto “l’interesse per la cosa era tramontato”, a dispetto dell’attenzione che il primo cittadino spezzino avrebbe nei confronti “del sommerso” e che vorrebbe riservagli nella prossima edizione della Festa della marineria.
Come è già accaduto, dovranno passare almeno venti mesi prima che si riparli di questa festa; in questo lasso di tempo non accadrà nulla: non ci sarà un’organizzazione preventiva, non si gestiranno attività, eventi e incontri che prepareranno all’avvenimento; non ci sarà nessuna copertura mediatica, soprattutto al di fuori del Golfo. In particolare, non ci sarà nessuno che farà un attenta  e seria valutazione del consuntivo alla Festa della marineria 2015; un consuntivo non solamente economico, di quello si è parlato e sparlato anche troppo, ma un bilancio fatto dei flussi, soprattutto da fuori spezia, di ricadute sul territorio, di evidenza mediatica a livello nazionale ed internazionale; un’analisi, insomma, che consenta di valorizzare quanto di buono è stato fatto, per quanto riguarda la marineria e la sua storia direi davvero poco, e correggere quello che è risultato inefficacie al raggiungimento dello scopo dell’evento.

Ah, giusto! Quel tipo i consuntivo non l’ha mai fatto nessuno o, almeno, noi non l’abbiamo mai visto!!!

Riprendo ancora le parole del Sig. Paveto, e spero non me ne voglia, ma, garantire una casa, adeguata, alle Associazioni che sviluppano il loro lavoro nell’ambito della marineria e della subacquea dovrebbe essere il primo passo, il più importante, per mettere a sistema un processo che valorizzi davvero le enormi risorse presenti nel nostro Golfo; risorse che darebbero alla Festa della marineria la possibilità di vivere in modo continuo e continuativo, con la realizzazione di un programma e di una gestione che faccia si che il nostro Golfo diventi, semmai ci sia riuscita nelle edizioni passate della festa, la vera capitale della marineria del Mediterraneo, non soltanto per quattro o cinque giorni ogni due anni.
Credo che ogni altra considerazione, almeno per noi appassionati ed addetti ai lavori, sia superflua e, nonostante le tante “porte in faccia” e prese in giro, almeno io e la mia organizzazione , “The Historical maritime society” continueremo, insieme ai tantissimi altri “sognatori di mare” di questo Golfo, a tentare di garantire a questo territorio un riconoscimento dovuto: quello di essere una delle capitali della marineria e della subacquea.

Gianfranco Vecchio
Presidente “The Historical maritime society”

 

Advertisements
Annunci
Annunci