I ricorsi degli ambientalisti contro l’autorità portuale per il rispetto delle leggi e degli accordi

LA SPEZIA– C’è chi cerca di inculcare nella mente dei cittadini  che vivono nella nostra ex provincia che la mancata realizzazione delle banchine e delle fasi esecutive della legge urbanistica del porto,che risale al lontano 2006, ovvero tutto quanto serve per mitigare il notevole inquinamento che abbiamo nel nostro golfo (sia quello dato dai rumori in eccesso come dall’inquinamento ambientale terrestre e marino) sia causato dai ricorsi degli ambientalisti alla Magistratura.
Va fatta una premessa ed è che tali lavori potevano iniziare già a legge approvata, ma in tutti questi anni le istituzioni hanno in ogni modo boicottato il tavolo pubblico permanente che aveva il compito di mettere a confronto le stesse con i cittadini e hanno preferito  non mantenere fede a ciò che era stato decretato e poi promesso.

Pertanto non sono le “ripicche” degli ambientalisti a bloccare il tutto, bensì i cittadini sono stati  costretti a spendere consistenti somme di denaro per difendere i loro sacrosanti diritti facendo ricorsi alla magistratura sino ad arrivare al Consiglio di stato. L’autorità Portuale in tutti questi anni ha avuto nei confronti di tutti i cittadini un atteggiamento arrogante  e non solo ha accusato gli ambientalisti di farle perdere tempo ma oggi vuole apparire quello che non è e che non è mai stata ovvero la sola a difendere l’ambiente.

Noi riteniamo che forse questa barzelletta avrebbe potuto fare a meno di raccontarla.

Franco Arrbasetti e Rita Casagrande (Quartieri del Levante)

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