Sarzana, che Botta! Piano Spiagge: Opere pubbliche dai costi insostenibili

SARZANA- Ci aspettavamo che le nostre “Osservazioni” alla Variante al PRG, denominata “Piano del litorale”, sarebbero state rigettate in blocco dall’Amministrazione comunale come accadde col Piano Botta con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Quello che non ci saremmo mai aspettati è l’occultamento di due obiezioni che evocano l’esperienza attuale di via Murello e di piazza Terzi: l’insostenibilità finanziaria delle opere pubbliche previste dal Piano. I consiglieri della Commissione territorio non se ne sono accorti: oggi consegneremo loro il testo integrale. Per noi è fondamentale sapere dove un Comune in grave crisi finanziaria reperirà i 6.800.000 (sei milioni e ottocentomila euro) per realizzare tutte le fognature, la passeggiata, la pista ciclabile, le dune, l’illuminazione di tutto il fronte del litorale e, soprattutto, il riempimento fino al livello strada del fossato che divide la Provinciale dalla spiaggia tra il bagno Pittì e Fiumaretta. Posto che quella cifra sia sufficiente e non calcolata per difetto come per via Murello e dintorni. Tra l’altro certe opere non si possano fare a lotti: sarebbero inservibili per anni. Tanto meno un colossale riempimento di tonnellate di metri cubi di terre vergini (o ne vogliono fare una discarica di inerti?). Ci dovrebbero anche spiegare come finisce il riempimento, visto che a Fiumaretta non si fa nulla. Un burrone al confine?
Nel Piano Botta i conti furono tutti sballati. Qui ci rispondono che i conti saranno approfonditi “in sede di progetto definitivo”. Nulla ci dicono sul finanziamento delle opere. Notiamo che nel Piano Botta i privati potevano costruire decine di migliaia di metri quadrati di superficie e i circa sette milioni di oneri di urbanizzazione non sono bastati per finanziare il costo della parte pubblica, nonostante i finanziamenti regionali. Nel Piano Spiagge i privati possono realizzare un decimo dei volumi del Botta e dovrebbero finanziare un costo di quasi sette milioni di euro. Non sta in piedi.

Se ci avessero dato la possibilità di partecipare alle quattro fantomatiche assemblee pubbliche messe in calendario tra febbraio e aprile scorsi, di cui non sanno darci notizia (e la chiamano partecipazione!), avremmo fatto queste obiezioni.
Ora la nostra proposta in sede d’inchiesta pubblica sarà di disegnare un Piano di riqualificazione “dolce”, leggero finanziariamente e ambientalmente, senza inutili opere faraoniche, che restano sulla carta. Le risposte alle nostre Osservazioni ci confermano che questo Piano Spiagge è stato pensato per raggirare l’obbligo di aste trasparenti per assegnare il demanio marittimo previste dalla legge europea (Bolkestein): un danno per l’erario pubblico (cioè per i contribuenti), un vantaggio per Marinella spa), dalla quale i balneatori sono costretti ad acquistare terreni per trasferirvi gli stabilimenti spazzati via dal litorale e per realizzare i 52.000 mq di parcheggi privati (i pubblici saranno solo 10.000 mq !) al posto dei campi di basilico.

Comitato Sarzana, che Botta!

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