Mes-ciüa: poche vendite, solo domenica pomeriggio. Un’altra occasione persa

imageLA SPEZIA – Venerdì e sabato gli espositori, depressi, si guardavano intorno avviliti: c’era pochissima gente in giro e le poche persone non sembravano affatto interessate a comprare, né ad assaggiare i prodotti locali in vendita.

Unica distrazione per gli espositori: gli assessori Angelicchio e Mori in un costante andirivieni di cui nessuno ha capito il senso.

Domenica pomeriggio un po’ di spezzini a zonzo c’erano ma ben pochi intenzionati a comprare.

È già in calo alla seconda edizione Mes-ciüa (è questo il modo corretto in cui si scrive), con il non invidiabile risultato di far peggiorare quello che difficilmente era peggiorabile, e cioè una prima edizione triste e poco riuscita, con un afflusso di pubblico confinato soltanto al pomeriggio della domenica.

La manifestazione che doveva aprire l’Arsenale ai visitatori, ha aperto invece solo il vialone principale agli espositori, ma all’aperto. Le enormi e inutilizzate strutture di un Arsenale in disarmo da anni sono rimaste quello che erano: vuote, appunto.

Ed è un peccato, questo, perché tutto quello spazio così vicino al mare sarebbe una manna per la città, se solo si potesse aver voce in capitolo su come e cosa farci.

È un peccato anche per i piccoli produttori locali che hanno perso tre giorni senza combinare quasi nulla,  in una vetrina grigia e disabitata. Tutti ti danno appuntamento chi il giovedì, chi la domenica, ai vari mercatini in giro per la provincia. Qualcuno parla di eventi in altri Comuni più piccoli, dove hanno avuto risultati nettamente migliori.

Perché una vetrina del territorio, che pure avrebbe molte prelibatezze da offrire al turista, non si organizza così, senza un minimo di originalità, né una riga di pubblicità fuori casa.

A Mes-ciüa bisognava portare i parmigiani, i milanesi e non certo gli spezzini, che questi prodotti se li trovano sotto il naso tutto l’anno e li comprano quando e dove vogliono.

Perché certo, se l’obiettivo era di vendere la mes-ciüa agli spezzini, beh magari non serviva il vialone dell’Arsenale.
Assenza di promozione e un programma povero, abborracciato e scopiazzato a destra e a manca hanno fatto il resto, riuscendo a far fallire anche le visite guidate della Piazza Cavour.

Vi ricordate la “cultura in piazza” ad aprile? Lì alla visita guidata dei giardini si presentarono in più di 200 e in 150 a quella del “giro dei Colli”, segno che non è la città a non attirare ma la capacità (scarsa) dell’ente organizzatore.

Aridatece la “fattoria in città” – tutto esaurito e investimento a costo zero –  che almeno portiamo i bambini a vedere gli animali.

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