“Spezia prenda esempio da Vado Ligure”: presentato il documentario sulla Tirreno Power

LA SPEZIA– Si è svolta ieri, martedì 15, la prima proiezione del documentario sulla centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure, realizzato da Paola Settimini e Daniele Ceccarini di LaSpeziaOggi. Il pubblico ha partecipato numeroso, fermandosi e appassionandosi anche al dibattito, moderato da Filippo Paganini, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria e che ha visto come relatori Christian Abbondanza della Casa della Legalità, il giornalista Mario Molinari (che martellava ogni giorni sulla Tirreno Power) e l’epidemiologo Valerio Gennaro.

La Tirreno Power è stata chiusa e oltre 80 persone, tra cui tutta l’ex Giunta Burlando, sono indagate per vari reati, tra cui “omicidio colposo plurimo” e “disastro ambientale“. I numeri sono spaventosi, oltre 400 morti e almeno 2000 ricoveri in 7 anni. Numeri venuti fuori da un’indagine epidemiologica che in molti chiedono venga fatta anche qui, a La Spezia. In sala, oltre a rappresentanti di Legambiente, Comitato Piazza Verdi, Italia Nostra, Comitato Cernaia, Quartieri del Levante, Comitati Spezzini, consiglieri comunali e regionali, semplici cittadini, c’erano anche le Istituzioni, con l’Assessore all’Ambiente Davide Natale, la dirigente Arpal dottoressa Fabrizia Colonna e la dottoressa Roberta Baldi, Epidemiologa della ASL5.
Comune e ASL sono stati più volte tirati in ballo, perché la salute dei cittadini è di loro competenza. Sia l’Assessore Natale che la dottoressa Baldi hanno tentato di difendere il loro operato, la Baldi soprattutto riguardo all’accusa della mancanza di dati, ma sono stati vivacemente contestati. In particolare Valter Chiappini, consigliere M5S di Sarzana e infermiere, non ha risparmiato forti accuse all’azienda per cui lavora, accusata di fornire “dati mistificati“.

Sotto accusa anche la Magistratura, che da più parti è definita “dormiente“: si pensi, dicono in molti, a Pitelli e alle navi dei veleni, solo per citare gli esempi più clamorosi. E, spiace dirlo, spesso è “dormiente” anche la cittadinanza: a indignarsi e protestare sembrano essere sempre le stesse persone. Forse anche per un po’ di sfiducia. Per questo c’è da augurarsi che ciò che è successo a Vado sia da monito e da esempio. Lì tante persone hanno continuato nonostante le inevitabili sconfitte dovute a una politica collusa, i fallimenti, il ricatto salute/lavoro e infine hanno trovato un varco nel muro di omertà.

Si sente spesso dire che la centrale di Vado è la gemella di quella di Spezia: a noi piacerebbe che il gemellaggio si estendesse anche alle due popolazioni. Come ha detto ieri Christian Abbondanzaci chiamavano matti, a noi che denunciavamo, ma forse non lo eravamo“; molte volte i contestatori vengono bollati come “esaltati“, “bugiardi” o altro, ma a Vado i dati (oggettivi e scientifici) hanno smentito le offese.

Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per l’umanità.
(Carlo Rubbia, Premio Nobel per la Fisica 1984)

Rubbia: “Né petrolio né carbone soltanto il sole può darci energia”.

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