Il Sindaco Federici e la partecipazione

 LA SPEZIA- Nella riunione sul valore della partecipazione per le scelte sul futuro della città il sindaco Federici, intervenendo, dice “mezze verità buttando via il bambino con l’acqua sporca”. Ancora una volta il “nostro signor Sindaco”, in occasione della riunione al Centro Allende di lunedì 14 settembre interviene, inopportunamente, confermando, se ce ne fosse stato bisogno, il suo scetticismo sul valore della partecipazione dei cittadini senza una briciola di rispetto per questa cultura che fa parte del D.N.A. di chi crede alla partecipazione come indice di governabilità nella nostra città.
Insisto sull’argomento partecipazione e sulle esperienze passate poiché lo stesso Sindaco, a quel tempo assessore alla pianificazione, (1° livello per importanza di delega nella giunta comunale) non ha perso il vizietto di dare ad altri le responsabilità su questioni come la portualità e Acam. Ma lui dov’era?

Sul Porto, in particolare, è bene che i cittadini conoscano le gravi responsabilità di Federici che ha dato parere favorevole alla nomina dell’attuale presidente dell’Autorità Portuale e in questi sette anni si è reso corresponsabile, con le posizioni assunte nel Comitato Portuale, dei ritardi sulle fasi esecutive del Piano Regolatore Portuale che hanno procurato gravi danni anche al porto commerciale. Lo stesso sindaco, con l’ex Presidente della Regione, era il  garante dell’applicazione di questo strumento urbanistico di legge ma ha sempre assunto nel Comitato Portuale  atteggiamenti di appiattimento sulle posizioni dell’A.P (basta leggere gli atti per rendersene conto!).

Lo stesso sindaco, prima Assessore alla pianificazione, non ha sufficientemente difeso con il Presidente della Regione il ruolo votato dal consiglio regionale del tavolo permanente pubblico, lasciando i Quartieri del Levante della città da soli e costringendoli a ricorrere alla magistratura per il rispetto del P.R.P. Ecco perché nel suo intervento sulla portualità al Centro Allende poteva fare a meno di citare il periodo in cui esistevano le circoscrizioni, che per il Porto e la vivibilità dei quartieri hanno avuto consensi di migliaia di cittadini contro l’insostenibile proposta di sviluppo portuale dal 1994 al 2006 data dell’approvazione dell’attuale P.R.P.

Per quanto riguarda la partecipazione altre bugie,infatti dopo la legge che aboliva le circoscrizioni la stessa giunta ed il Consiglio Comunale si impegnarono a realizzare le zone di ascolto nei quartieri, il tutto a titolo volontario come avvenuto in altri Comuni, ma questo Sindaco ancora oggi, a distanza di 4 anni circa, si è guardato bene dal realizzarle, rendendo evidente la sua contrarietà alla  ad una partecipazione dei cittadini della nostra città, come dimostrano anche le forzature delle decisioni  prese sul territorio cittadino (Piazza verdi docet). In realtà in questi ultimi anni i partiti e la società civile hanno subito un scollamento tanto che le decisioni vengono prese solitamente in “tavole chiuse” per i soliti addetti ai lavori al fine di far passare  quello che è il  decisionismo istituzionale.

I componenti del Coordinamento dei quartieri del levante Franco Arbasetti e Rita Casagrande.

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