Le poesie di Andrea Ruiu dal carcere alla musica dei Visibì

LA SPEZIA– “Tutto è cominciato un giorno di maggio, il trenta maggio duemilatredici. D’improvviso la mia vita è cambiata, ho varcato le porte dell’inferno. In realtà questo viaggio nel mondo del “nulla” è cominciato qualche tempo prima, nel mio strano gioco di follia permanente. Devo essere sincero, innanzi tutto con me stesso perché, questo mio mondo di miraggi e materialismo che, non certo condivisibile, è sbocciato nel fiore dell’illegalità mi ha sempre attratto… e non so perché. Forse sono stato affascinato dal proibito, da tutto ciò che ci è precluso, da tutto quello che ci può portare fuori dagli schemi, ma non ho mai fatto il “vero passo” al di là della linea, perché in fondo sono un “buono”. A modo mio forse, molto criticabile, ma comunque presente nella complicatissima personalità.
Tutto era così facile, apparentemente semplice, intriso di adrenalina, a modo suo affascinante… ma sbagliato. Già, sbagliato… è facile dirlo adesso, adesso che in un solo istante ho perso tutto, adesso che ho finalmente scoperchiato il mio vaso di Pandora, adesso che ho toccato il fondo trascinando tutto e tutti. Comunque quel giorno di maggio, pur varcando il portone che separa il mondo dal dolore, ho finalmente fatto i conti con me stesso e a modo mio son nato una seconda volta. Ho avuto un’altra occasione, inaspettata, bellissima, che mi tengo stretta tra le mani. Non ne posso più fare a meno e tutto questo, questa mia nuova alba, questo mio modo a volte infantile di narrare, in singoli racconti le mie emozioni, le mie paure, le mie fragilità, i miei sogni, le mie speranze, il mio ego, è ciò che sono e non mi pongo più domande a cui non so dare risposta. Vorrei condividere quest’esperienza di rinascita interiore, con tutti quelli che vorranno rivivere, insieme a me leggendomi, questo passaggio tanto doloroso quanto costruttivo, della mia esperienza vissuta tra le mura di un carcere dove si vivono in modo amplificato ed estremo, tutte le angosce e le paure dell’uomo. Questo è il mio viaggio, questa è la mia vita, questo è il vero modo in cui ho ritrovato… me stesso.”

Queste le parole dal carcere di Andrea Ruiu, che dalla claustrofobia di una cella è riuscito ad “evadere” col pensiero, grazie ad alcuni fogli e una penna. Andrea non aveva mai scritto in vita sua, eppure, durante le interminabili giornate di detenzione, vergando pagine con pensieri e sensazioni personali, è riuscito a toccare la sensibilità di chi, fuori, riceveva le sue lettere intrise di poesia; pagine e pagine, ognuna con un titolo, versi e rime che l’arte musicale di Riccardo D’Ambra stanno trasformando in musica. Tutto è nato per caso, come le migliori inaspettate sorprese quando ormai sembra che l’inevitabile sia compiuto e irrimediabile. La fitta corrispondenza dal carcere all’esterno e viceversa, è riuscita ad abbattere la solida barriera non solo materiale, ma anche e soprattutto umana che separa le due realtà come due mondi ben distinti – quello della quotidianità che scorre e quello, immobile e stantio, della pena – e ha stimolato un progetto artistico in corso d’opera. I testi di Andrea Ruiu stanno diventando canzoni, e, con la collaborazione artistica dell’attore Andrea Bonomi e del regista Francesco Tassara, e l’appoggio di Marsia Onlus, un progetto teatrale/musicale dal titolo “Riki canta Ruiu – Quando il dolore crea valore“.
Il sottotitolo esprime la perfetta sintesi dell’incontro a distanza tra i due artisti, un cantautore e un detenuto poeta, uniti da una sensibilità sorta dal dolore, ma che salva, un regista e tutti gli artisti ed operatori alla creazione di un’opera teatrale musicale basata sulle cantate scritte da Andrea Ruiu nel carcere di Lucca, dove è attualmente detenuto. Riccardo D’Ambra è conosciuto alla Spezia come leader della band “Visibì“, nella quale da anni lavora come autore e cantante. Lo scopo principale dell’opera è quello di portare la sua prima nel teatro interno del carcere di Lucca, e a seguire negli altri che vorranno ospitarla. Quest’iniziativa di valore artistico ma ancor prima sociale, considerate le tematiche e le realtà che racchiude e alle quali si rivolge, oltre ad una grande passione e fatica da parte degli organizzatori, necessita anche di una raccolta fondi per la realizzazione, di sponsor e patrocini. Confidiamo nella generosità di ogni animo sensibile che capisca lo spirito di questa iniziativa, tutto ciò che sarà raccolto sarà ampiamente documentato e un eventuale parte eccedente oltre parte cospicua di eventuali ricavi commerciali sarà devoluta in forma benefica per aiutare detenuti in difficoltà.

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