Quartieri del Levante: “Il Molo Pagliari è vincolato, ma all’Autorità Portuale non interessa”.

LA SPEZIA- Nella nostra città, specialmente negli ultimi anni, pare che i beni culturali riconosciuti dalla Sovrintendenza e dal Ministero diventino un ostacolo ai progetti di sviluppo legati, quasi sempre, ad interessi economici particolari con la motivazione di prioritari interessi pubblici. Sarebbe come a dire che si è vero sono tutelati ma, siccome non si trova alternativa progettuale, del vincolo facciamo carta straccia e facciamo finta non esista nonostante l’ inserimento nelle liste dei beni da salvaguardare.

Ecco perciò che dopo aver violato strutture storiche della nostra città medioevale ci troviamo ora di fronte ad una vera e propria aggressione al Molo Pagliari che esisteva già prima, ma nel ‘900 fu ricostruito dopo lo scoppio, avvenuto  99 anni fa, che causò 297 morti tra civili e militari e per atti di eroismo vennero  assegnate diverse medaglie, di cui una d’oro al Sottotenente Lorenzo Gandolfo e diverse di bronzo. Il Molo però è protetto come bene storico in memoria dell’evento che portò due navi “Fede e Fenice” a partire da lì per portare in Palestina oltre 1000 ebrei che avevano stazionato a lungo su di esso, aiutati dalla popolazione del luogo, sino a che non furono in grado di partire.
L’assurdo della cosa è che,nonostante tutto questo, l’Autorità Portuale, complici altre istituzioni, pare volerlo utilizzare per costruirvi sopra delle strutture, di proprietà privata, in modo da poter ricollocare le marine storiche del Canaletto e Fossamastra che ne occuperanno circa il 90% della superficie e non importa che il molo debba, come dice il vincolo, rimanere di pubblico utilizzo.

Un vero colpo di mano se la cosa fosse così anche perché esiste un Piano regolatore portuale che prevede altre soluzioni oltre a questa ma tali soluzioni ledono,presumibilmente,gli interessi di alcuni che sono più importanti dei cittadini che invece si ribellano e vogliono che il Molo non venga usato.

Questi cittadini, ovvero i cittadini dei Quartieri del Levante, sono invece particolarmente interessati al loro Molo e di fronte ad un’arroganza senza precedenti hanno avuto una sola scelta il ricorso alla Magistratura che discuterà la cosa il prossimo 22 settembre. Suscita però molto stupore che le iniziative messe a punto dall’Autorità portuale per appaltare i lavori non tengano in considerazione il possibile esito negativo nei loro confronti dei ricorsi in atto e che possano rivelarsi una spesa inutile e uno spreco di denaro pubblico.

(Rita Casagrande e Franco Arbasetti)

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