“Pagato per votare Renzi e la procura non indaga” S’incatena in Piazza Signoria

FIRENZE – La lotta di Maurizio Martigli continua. Lo aveva già fatto davanti il Palazzo di Giustizia di Firenze (http://www.laspeziaoggi.it/news/2015/09/pagato-per-votare-renzi-si-ammanetta-al-cancello-del-palagiustizia-di-firenze/), questa mattina ha scelto di farlo nel cuore di Firenze, in Piazza Signoria. L’uomo si è ammanettato alla ringhiera della Fontana del Nettuno, situata all’angolo di Palazzo Vecchio. All’inizio dell’anno, Martigli aveva presentato alla Digos fiorentina un esposto su presunte irregolarità avvenute durante le primarie del Partito Democratico dell’8 dicembre 2013 e le elezioni amministrative comunali del 25 maggio 2014. “Non riesco a comprendere il motivo per il quale i miei esposti siano sprofondati nella sabbia – spiega Martiglie sono venuto direttamente a casa di Renzi, Nardella e Giorgetti per far vedere e conoscere al mondo intero, le ragioni della mia protesta“. “Mettendo da parte le primarie – prosegue Martiglinon riesco a comprendere perché per la questione del consigliere comunale Pd Giorgetti, eletto alle amministrative, a nessuno sia venuto in mente di chiedere informazioni allo stagista che mi ha promesso il buono spesa per votarlo e all’Esselunga che dovrebbe aver emesso questi tagliandi“.

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Per una manciata di voti, nei tempi passati si riuscivano ad ottenere addirittura posti di lavoro e case. Attualmente sembra essere tornati negli anni ’50 e ’60, quando appena usciti dalla cabina elettorale venivano distribuiti, scarpe, pacchi di pasta e beni alimentari. La crisi che ha colpito negli ultimi anni il nostro Paese è talmente grave e, a quanto pare, ascoltando la storia di Martigli e quella di tanti altri, per “acquistare” un voto, ora, basta solo un pugno di euro.

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