Marcia delle donne e uomini scalzi, le puntine da disegno non rovinano l’evento

LA SPEZIA– L’allerta “puntine da disegno” si era già sparsa prima dell’inizio della “Marcia delle donne e uomini scalzi“. Non era una bufala, né una leggenda metropolitana: le puntine c’erano davvero (“boicottaggio” pubblicizzato sulla pagina FB di un partito di estrema destra) e lungo tutto il tragitto, da Via Prione al Molo. Raccolte prima dalle forze dell’ordine e poi dai manifestanti, non hanno fortunatamente ferito alcun marciatore e la manifestazione si è svolta in maniera ordinata e tranquilla. Non tutti, a dire il vero, hanno avuto il “coraggio” di camminare scalzi per la città, qualcuno ha cercato una mediazione usando le calze, ma in tanti hanno marciato a piedi nudi, spezzini e migranti fianco a fianco, per dire “no” al razzismo e all’intolleranza. E le puntine non hanno rovinato la giornata.

Di fronte a questo gesto, stupido prima che razzista (a farsi male poteva essere chiunque: uno spezzino, uno straniero, un turista in infradito, un cane, un bambino…) che dire? Probabilmente nulla. Solo chiedere: se si fosse fatto male qualcuno il “sabotatore” (si parla di un giovane in pantaloni corti e sandali) sarebbe stato felice, orgoglioso, convinto di aver fatto un bel gesto? Personalmente, un gesto del genere mi mette tanta, ma tanta tristezza.

 

Le richieste degli “scalzi”.
1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
2. accoglienza degna e rispettosa per tutti
3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
4. creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

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