Acqua negata: ci scrive l’AU del Gruppo Acam, Gaudenzio Garavini

LA SPEZIA – Riceviamo e pubblichiamo – come sempre quando pervengono in redazione richieste di rettifica – una lettera dall’Amministratore del gruppo Acam SpA, sul caso dell’acqua negata a una donna spezzina (Acqua diritto negato. L’odissea di Barbara e la prepotenza di Acam).

L’A. U. Gaudenzio Garavini difendendo l’azienda che amministra che – sono parole sue – avremmo “sputtanato” nel nostro articolo cade però in errore quando afferma che non avremmo verificato le informazioni. Ci perdonerà il signor Garavini se, ancora una volta, ripetiamo che le informazioni erano verificate. Di più non possiamo dire almeno finché non si sarà conclusa la vicenda della querela in cui il settore Acam Acque ha coinvolto LaSpeziaOggi. Querela che ha ritenuto di far procedere a tutti i costi anche dopo la richiesta di archiviazione della Procura e facendo così in modo che impegnassimo entrambi tempo e denaro in un procedimento giudiziario – un’azione legale “esemplare” – che non risolve, ovviamente, i problemi della signora Barbara né quello di alcun altro utente in difficoltà ma fa spendere comunque qualche soldino ad un ente che, se non erro, ha grossi problemi di bilancio.

Al termine della vicenda giudiziaria pubblicheremo comunque sul nostro sito i costi sostenuti in questa vicenda e ci auguriamo che Acam faccia lo stesso pubblicando la parcella dell’Avvocato Antonella Franciosi e di tutti gli altri legali o consulenti che coinvolgerà nel caso e che sono, a differenza dei nostri, pagati con soldi pubblici, come lei quando ha scritto questa lettera che pubblichiamo.
Aggiungo che purtroppo la nostra conoscenza della realtà della vita dei cittadini, dei disguidi e delle problematiche, a volte davvero kafkiane, con cui capita di scontrarsi è – mi creda – davvero notevole. Numerose sono le segnalazioni che riceviamo ogni giorno, nonché i documenti, le fotografie e le testimonianze che ci inviano i cittadini.
E il fatto che il cittadino si rivolga esasperato ai giornali, spesso dopo aver provato per mesi ad avere risposte da uno o più organismi “competenti”, purtroppo sta diventando la norma. Ed è indegno di un paese civile e – aggiungo da persona autenticamente di sinistra quale io sono – è indegno di una città amministrata da quella che di autodefinisce “sinistra” ma che poi, nei comportamenti, mostra di essere sorda sempre più spesso alle richieste di aiuto, sempre più numerose, provenienti proprio da quella fascia di persone che prima di ogni altra dovrebbe rappresentare e che vivono situazioni di disagio.

Sulle scuse sono d’accordo con lei: anche per me sarebbe un buon punto di partenza che Acam si scusasse con noi per la querela contro LaSpeziaOggi.

Di seguito riportiamo integralmente la lettera ricevuta:

 

La Spezia, 10.09.2015

Gentile Signora Settimini,
stare dalla parte dei cittadini, dar voce a chi non riesce a farsi sentire è un’opera meritevole di cui la ringrazio di cuore.
Quello che non si può fare è accompagnare questo meritevole intento con affermazioni, presenti nel suo articolo, e oggetto della querela, ritenuto da noi diffamatorio in alcuni passaggi e quindi lesivo della dignità delle persone che lavorano in Acam ed in particolare nelle attività interessate dalla vicenda raccontata a proposito della Signora Barbara, verso i quali, credo, dovrebbero valere gli stessi diritti democratici, oltre al rispetto che si deve a qualsiasi
cittadino.
Per reciproca memoria si ricorda il passaggio del suo articolo ritenuto da noi diffamatorio “Acam, in regime di monopolio, decide dunque di negare un diritto essenziale come l’acqua, in una casa dove vive un minore, umiliando una cittadina la cui unica colpa è quella di non avere un lavoro fisso. Acam decide arbitrariamente chi ha diritto a una dilazione e chi no, decide quando, quanto e come far pagare le utenze morose, continuando ovviamente ad
applicare tariffazioni altissime e spesso ambigue.”
Inoltre nell’articolo pubblicato nei giorni scorsi “La vostra querela non ci fermerà” lei sosteneva che le informazioni riportate nell’articolo oggetto di querela erano state “ovviamente puntualmente verificate”; ciò è falso in quanto lei non ha cercato/parlato con alcun di Acam Acque soggetto chiamato pesantemente in causa.
Quel passaggio dell’articolo, ritenuto diffamatorio, non esprime delle opinioni ma una ricostruzione basata esclusivamente sul racconto della signora Barbara senza appunto sentirsi in dovere di fare una qualche verifica con Acam Acque ed esprimendo, sulla base di una versione unilaterale dei fatti, un giudizio su Acam, giudizio considerato appunto diffamatorio.
La storia di questi ultimi giorni per fortuna sta facendo chiarezza sulla reale volontà di Acam Acque, mai venuta meno, nei confronti della signora Barbara, la quale se non avesse dato buca all’appuntamento, già fissato con gli uffici per il 7 Agosto e avesse risposto alle numerose comunicazioni di Acam Acque, non avrebbe avuto la necessità di farsi accompagnare dal Consigliere Regionale Pucciarelli per parlare con Acam Acque.
Sarebbe stato sufficiente chiedere scusa per la superficialità con la quale la vicenda della signora Barbara era stata trattata nell’articolo del Novembre 2014, lo dice uno che le scuse, con umiltà, le ha chieste più volte.
Scomodare la libertà di stampa o il bavaglio ai giornalisti è un bel modo per non parlare delle questioni vere, per non assumersi delle responsabilità quelle volte che, consapevolmente o meno, per sostenere una causa si “sputtanano” persone e organizzazioni, come a mio parere è successo nel caso in questione.

Ringrazio per l’ospitalità”.

Gaudenzio Garavini
Amministratore Unico
Acam S.p.A.

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