Acqua diritto umano? Strasburgo dice sì, ora la parola passa a Bruxelles

Con 363 sì, 96 no e 231 astenuti, l’Europarlamento ha deciso: il diritto umano all’acqua deve entrare nella legislazione comunitaria.
Mercoledì 9 settembre a Strasburgo è stata approvato una relazione modellata sulla proposta formulata dalla campagna Right2Water tramite una ECI (European Citizens Initiative) che ha raggiunto il tetto record di 1.884.790 adesioni in tutta Europa: i firmatari, primo caso di successo di questo tipo di iniziative, hanno così ottenuto il meritato sostegno da un’istituzione della UE. Non è ancora finita, però, perché il testo deve essere votato a Bruxelles.

Nel documento si chiede:
1) che il Parlamento presenti proposte legislative che sanciscano il diritto umano all’acqua, tra cui una revisione della direttiva quadro.
2) il contrasto alla privatizzazione dei servizi idrici e la loro esclusione dai negoziati sul TTIP. Il trattato di libero scambio fra Stati Uniti e Unione europea, infatti, al momento non estromette l’acqua dai tanti servizi pubblici che intende aprire alla privatizzazione.

Lynn Boylan, deputata irlandese, ha accolto questo risultato con grande gioia, dichiarando: “Questa è una vittoria per la società civile e per gli attivisti di Right2Water in tutta Europa. Gli 1,8 milioni di firmatari dell’iniziativa dei cittadini europei, primo caso di successo per questo meccanismo, hanno finalmente ricevuto il sostegno che meritano da un’istituzione dell’Ue. La risposta iniziale della Commissione all’ECI era stata vaga, deludente e aveva fatto poco per esaudire le richieste. Io e altri colleghi progressisti ci siamo riuniti per produrre una relazione che meglio rispondesse alla loro campagna”.

Fonte: www.rinnovabili.it

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