“Un Festival che si tinge di rosa e di verde speranza” una nota di Silvia Paternostro sul Festival della Mente

SARZANA- Anche quest’anno si è chiuso l’appuntamento culturale sarzanese che ha coinvolto varie figure in collaborazione con gli enti e le istituzioni.  La dodicesima edizione del Festival della Mente 2015 ha avuto quest’anno una particolare attenzione per tematiche la discussione di problemi inerenti il disadattamento, i minori e le madri accanto a spazi divulgativi dedicati alla storia, alla violenza di genere, ai viaggi e alle grande domande della vita. Gli appuntamenti che più hanno destato attenzione sono stati quelli di Tito Baldi con ‘Ragazzi al limite e mondo adulto: l’incontro’ e di Massimo Recalcati con ‘Madri’.
L’ ARPAd, ovvero, Associazione e Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, Psicoanalisi Adolescenza con sede a Roma nei vari studi ha riscontrato che i ragazzi “al limite” costituiscono oggi l’ 1,5 % della popolazione. Secondo ricerche recenti questo fenomeno è in aumento costante se si considera l’autismo infantile che si ferma allo 0 per mille. Un problema sociale questo secondo Tito Baldi ove la società tende a sponsorizzare i soggetti “al limite” per poi attaccarli socialmente, utilizzando quelli che sbagliano come modelli negativi. L’indice di efficacia per intervenire contro questo sato deviante è pari all’ottantesimo per centile e viene penalizzato dal fatto che la scienza non impiega correttamente risorse e strumenti per un piano sinergico rivolto realmente alla prevenzione e alla cura del disagio. Una realtà non lontana da quello delle madri odierne dal punto di vista di Massimo Recalcati che un tempo fagocitavano il figlio annullando il senso femminile mentre ora vivono la maternità come handicap da annullare la stessa femminilità. Se la madre del passato che fagocita il proprio figlio viene intesa come sintomo di una patologia annullando il desiderio femminile,  in epoca post-moderna la reale patologia è data dal fatto che la donna vive la maternità come frustrazione ed ingombro cancellando comunque il senso ed il significato di femminilità. Eventi di riflessione questi del Festival che fanno pensare e che lasciano all’opinione pubblica la possibilità di esprimere in rete nuove forme di intervento.

(Silvia Paternostro)

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