La vostra querela non ci fermerà!

LA SPEZIA – Denunciare i malfunzionamenti e dar voce ai cittadini, non cedere e anzi denunciare pressioni o minacce, lo consideriamo da sempre nostro preciso dovere.

Ma senz’altro c’è più di una ragione se l’Italia è scivolata al 73esimo posto per il rispetto della libertà di stampa (Libertà di stampa, Italia giù al 73° posto: intimidazioni da criminalità e politica): infatti anche a Spezia c’è qualcuno che pensa che il problema siamo noi.

Noi giornalisti, noi testate libere da condizionamenti politici, noi che scegliamo di stare dalla parte dei cittadini, in specie dei più deboli, di dar voce a chi non riesce a farsi sentire.

Secondo il rapporto di Reporter Senza Frontiere la situazione nel nostro Paese è in caduta libera: in Italia si contano 129 cause di diffamazione“ingiustificate” contro cronisti, soltanto nei primi 10 mesi del 2014 (nel 2013 erano in tutto 84). Sempre secondo il rapporto, la maggior parte delle cause di questo tipo sono intentate da personaggi politici, e “costituiscono una forma di censura”.

Anche LaSpeziaOggi.it è stata querelata per diffamazione, e anche noi da un politico locale, o meglio da amministratore della cosa pubblica di nomina politica, il signor Luca Piccioli, sarzanese, amministratore di Acam acque, azienda che, se non erro, è ancora a partecipazione pubblica.

L’articolo  “incriminato” è questo: Acqua diritto negato: l’odissea di Barbara e la prepotenza di Acam e le informazioni riportate sono state, ovviamente, da noi puntualmente verificate.

La querela è arrivata in Procura e il procuratore, dopo aver sentito i testimoni e letto i documenti, ha chiesto che fosse archiviata.

Il querelante tuttavia s’è opposto e tramite l’avvocato Antonella Franciosi, (forse più nota in quanto presidente dell’Arci spezzino), ha chiesto di non archiviare.

Il “nostro caso” verrà quindi discusso di fronte al GIP che dovrà decidere sulle sorti di questo procedimento, nonostante la Procura non abbia ritenuto che ci fossero gli elementi per procedere.

Quello che invece Acam e il suo amministratore non han ritenuto di dover risolvere è proprio il caso della “spezzina senz’acqua” citato nell’articolo, che dopo un anno nella “civilissima” Spezia è ancora senz’acqua!

Nessuno tra i tanti amministratori e politici “di sinistra” e “attenti al sociale”, che  abbiamo messo al corrente di questa situazione assurda e insostenibile ha evidentemente, saputo o potuto, fare in modo che in quella casa venisse installato il contatore e allacciato il servizio idrico comunale!

Perciò la nostra battaglia al suo fianco non si fermerà; per lei e per tutti i cittadini che protestano contro un sopruso, che denunciano malversazioni o che semplicemente segnalano un disservizio perché aspirano a vivere in un posto migliore e più efficiente.

Per loro noi ci saremo sempre.

Perché dobbiamo.

Perché vogliamo anche noi contribuire a rendere Spezia un posto migliore.

 Per tutti.

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