Rifondazione Comunista La Spezia e Legambiente: “No al raddoppio del rigassificatore di Panigaglia”

“Ancora una volta una politica miope e emergenziale propone ricette trite e ritrite, anacronistiche e superate, che avranno ricadute su intere comunità”. Così la segreteria di Rifondazione Comunista attacca sull’ipotesi di raddoppio del rigassificatore di Panigaglia. “Siamo di fronte ad una vera e propria presa in giro – proseguono – in un contesto in cui non si è mai affrontato con serietà la pericolosità dell’impianto, l’impatto sulla sicurezza dell’intero golfo e sulle ricadute ambientali di chi lo vive. Si tratta di un progetto che vorrebbe addirittura creare nella baia spezzina il più grande e crediamoo unico distributore di gas per alimentare i motori delle navi.”

“Abbiamo dimenticato già cos’è accaduto nell’incidente accaduto in Lunigiana 3 anni or sono? (per conoscenza http://www.democraziakmzero.org/2012/01/19/lunigiana-acqua-e-fuoco/). Abbiamo già dimenticato cosa accade per un banale incidente stradale sulla Napoleonica? Ma il vero nodo, evidentemente eluso dalla politica, è lo sviluppo del paese. Proliferano rigassificatori offshore, si sbloccano trivellazioni, ma tutto va ad ingrassare corporation dei combustibili fossili, socializzando perdite in termini di impatto ambientale, di sicurezza nei luoghi di lavoro e di diritti dei lavoratori stessi. L’ipotesi del raddoppio di “San Bidonetto” non porterà nessuno sviluppo al nostro territorio, ma solo ulteriori problemi ed ansie. Rifondazione Comunista La Spezia continua con nettezza a manifestare la propria contrarietà all’ipotesi di raddoppio del rigasifficatore di Panigaglia, una scelta contro una comunità ed a favore dei soliti noti, un progetto insostenibile ambientalmente e paesaggisticamente ma soprattutto figlio di una logica che oggi è causa della crisi economica che viviamo”.

Segreteria Provinciale Prc La Spezia
L’uso della baia di Panigaglia come mega distributore di gas per le navi fa salire il livello di allarme secondo Legambiente, che boccia senza mezze misure l’idea. “Ricordiamo che stiamo parlando di un impianto classificato dalla normativa come ad alto rischio di incidente, e che gli strumenti pianificatori già oggi non prevederebbero compatibilità, tanto che, anche a seguito della nostra battaglia, la Regione Liguria non diede l’intesa al raddoppio. Ora con l’ipotesi di far arrivare centinaia di navi e migliaia di autobotti i rischi aumentano, tanto a mare in un Golfo già saturo, quanto a terra lungo la “napoleonica”, ovvero una mulattiera congestionata dal traffico “.
Legambiente sottolinea come fu lei a svelare i piani di raddoppio nel 2006 durante un’assemblea popolare a Portovenere, e memori delle “pratiche nel cassetto“, proprio Legambiente invita Snam a presentarsi in pubblico giocando a carte scoperte per consentire ai cittadini del Golfo di farsi un’idea chiara di cosa li aspetta.
Legambiente La Spezia
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