Un Premier sul lastrico

FIRENZE– Tranquilli, manca poco. Tempo la prossima tornata elettorale – anzi, la prossima campagna pre-elettorale – li vedremo tutti e due, moglie e marito, col berretto rovesciato all’angolo di una delle vie di passaggio più affollate di Firenze. Qui non si scherza, ne va di mezzo il buon nome del casato. L’accattonaggio è roba per altra gente: profughi, tanto per rimanere attuali, magari storpi bulgari raccattati allo stadio di buon’ora e trasportati su carretti lignei a Santa Maria Novella.
No, no! Qui il gioco si fa serio. Siamo di fronte al profondo disagio di una famiglia con almeno tre figli a carico e ormai una cinghia sempre più stretta in vita. A niente, pare, siano serviti gli stipendi del “pater“, che si è trovato quasi per caso ad assolvere l’oneroso incarico di presidente del consiglio dei ministri; e a meno pare siano serviti gli emolumenti derivati dalle supplenze assegnate alla di lui signora, dal preside di una scuola di Pontassieve, dove giustappunto questo nucleo sventurato si trova a risiedere. Serpeggia apprensione, fra i cittadini. E il fatto che lo Stato ogni santa e benedetta mattina spenda circa un migliaio di euro per vagliare, “ripulire” e recapitare la posta a casa Renzi, ad oggi è solo magra consolazione, di fronte al terrore di un attentato nei confronti di un premier così coccolato dal “mossad“, caritatevolmente appoggiato da faccendieri ebrei di stanza a Londra, da promotori del fitness o consolato dagli ori di un’Etruria che fu.
E’ stato sentito anche un prete, sempre in quelle zone e visti i trascorsi e i presenti di ispirazione precipuamente diaconale attribuibili al primo ministro, anche se ad oggi non si sa bene se sia o non sia stato, in epoca prerottamatoria, addirittura chierichetto. Il prelato in questo senso è caduto un po’ da ciò che normalmente più lo ispira: le nuvole. Più drammatiche sono state invece alcune testimonianze raccolte direttamente da bottegai di quelle parti, dove la signora Agnese avrebbe di recente fatto acquisti per casa e avrebbe potuto fruire dello sconto sociale garantito dalla family card, da lei esibita alle casse. Eh, beh! Una famiglia con tre figli certo impegna: son tre bocche da sfamare.
Ma anche tanta, tanta preoccupazione da lenire.

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