Quartieri del Levante: “Per l’A.P. gli accordi sono carta straccia”.

LA SPEZIA– Pare proprio che per l’Autorità portuale ed il suo presidente gli accordi sottoscritti a suo tempo con i concessionari siano carta straccia e non capiscono che i ritardi nell’attuazione di tali impegni sono loro responsabilità, così come sono loro responsabilità i danni causati alla mancanza di sostenibilità dello sviluppo portuale, come loro lo intendono, che tende a confliggere con lo sviluppo turistico del nostro piccolo, ma bellissimo Golfo. L’Autorità portuale, insieme a coloro che la seguono per la speranza di lucrare sul nostro territorio, continua a parlare di adeguamenti funzionali, invece di parlare di possibili varianti al P.R.P sia sulla stampa che in convegni privati e tavole rotonde.
Vengono annunciati accordi con la L.S.T.C (ma non dovrebbero esserci delle aste pubbliche?) per modificare ad ampliare il Molo Garibaldi infischiandosene delle leggi e saltando a piè pari i vincoli imposti per le prescrizioni ambientali e la fascia di rispetto come se per i cittadini della zona la salute fosse un optional. In nessuno dei loro discorsi si accenna a rendere Calata Paita alla città e sembra siano certi che i vari ricorsi alla magistratura ed al consiglio di stato (per l’utilizzo del Molo Pagliari bene storico ed intoccabile, e per la ricollocazione delle marine il primo dei quali che verrà discusso il 22 settembre di fronte al Consiglio di stato) possano essere facilmente superati e parrebbe quasi conoscessero già il risultato. A tutto questo si oppongono i cittadini del Levante, sostenuti dai vari quartieri, impegnati nella difesa della loro salute e dell’ambiente in cui vivono, e da coloro che da quel tratto di mare traggono il sostentamento delle loro famiglie ovvero chi lavora nella mitilicoltura e coloro che gestiscono attività diportistiche che non vedendo funzionare, per cattiva volontà delle istituzioni locali e regionali,un confronto pubblico hanno dovuto, volente o nolente,difendersi nell’unico modo possibile ovvero rivolgendosi alla magistratura. L’Arroganza del potere non elettivo ma nominato e certamente non scelto dai cittadini è sotto gli occhi di tutti e ci si chiede come mai il Sindaco responsabile della nostra salute non intervenga pretendendo il rispetto delle leggi in vigore.

Ma, come si suol dire, cane non mangia cane.

Rita Casagrande e Franco Arbasetti, Coordinamento Quartieri del Levante

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