“Il nostro è un sistema fiscale anticostituzionale”

FIRENZE – Sono anni che il problema tasse attanaglia il nostro Paese. Eppure l’Assemblea Costituente, il 23 maggio 1947, approvando l’articolo 53 della Costituzione, aveva già pensato a come rendere il sistema fiscale, equo solidale e trasparente. Sull’argomento abbiamo intervistato Roberto Innocenti Torelli, presidente dell’Associazione articolo 53, nata per battersi per l’applicazione integrale della Costituzione.

Cos’è che non va nel nostro sistema fiscale?
Tutto. E’ un sistema inefficace perché non è mai stata applicata la norma costituzionale. L’articolo 53 della Costituzione si compone di due commi:  
1. Tutti concorrono alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva; (il “tutti” vale anche gli stranieri).
2. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività. Ebbene i nostri Padri e Madri Costituenti furono molto precisi nel decidere di tassare, non il reddito come invece avviene oggi, ma la capacità contributiva. Inoltre i Costituenti, dopo 20 anni di fascismo dove un partito si fece stato e la persona umana venne brutalmente violentata nella sua integrità, decisero di mettere al centro la persona umana e la comunità che si fa Stato al suo servizio. Anche nel nuovo sistema tributario la persona umana fu messa al centro con la sua vita economica che si manifesta in un bilancio composto da ricavi e spese. La capacità contributiva si compone, come risulta dalla discussione avvenuta in Assemblea Costituente, di tutti i redditi globali personali effettivi comunque conseguiti, di tutti i patrimoni e di tutte le spese primarie e sociali che la vita quotidiana richiede. E’ chiaro che questi tre elementi economici dovrebbero essere presenti nelle dichiarazioni dei redditi o meglio della capacità contributiva di ciascun contribuente. Ciò permetterebbe quella trasparenza fiscale che oggi non esiste.

 Ci può spiegare meglio questo concetto?
E’ l’accertamento della capacità contributiva effettiva lo strumento per la trasparenza fiscale e per mettere fine alla relativa evasione. Le ricevute fiscali, occorrenti per portare in deduzione le spese primarie e sociali, dai redditi lordi comunque conseguiti, sono la garanzia della trasparenza fiscale.

 Cos’altro produce la mancata attuazione dell’articolo in argomento?
Secondo i nostri calcoli produce: 190 miliardi di euro di mancato gettito fiscale annuo tra IVA e IRPEF e 70 di contributi previdenziali e altri 70 di corruzione dove ci sguazzano tutte le mafie. Produce un colossale debito pubblico – circa 2.300 miliardi – sul quale vengono pagati, dai soliti noti con ritenuta Irpef alla fonte, circa 90 miliardi annui. E’ così che il debito pubblico aumenta in modo automatico.

 Ci può fare un altro esempio di “ingiustizia fiscale”?
Prendiamo due persone che fanno il pieno di benzina. La prima lo fa alla sua Ferrari, l’altra alla Panda. Entrambe spendono 100 euro. Di questi, 80 euro tra IVA e Accise, concorrono alle spese pubbliche e vanno all’erario. Ma vengono pagate da ciascuno in parti uguali violando il precetto di progressività. I Costituenti stabilirono, nel nostro caso, che il ferrarista pagasse invece di 80 euro, diciamo 100 euro e il pandista 60 euro. Il tutto da calcolare in sede di denuncia della capacità contributiva.

Secondo lei, quindi, applicando l’articolo 53 della Costituzione si risolverebbero tutti i problemi?
 Elenco i benefici immediati: 1. Equità e giustizia fiscale per la redistribuzione del reddito dalle fasce sociali medio alte a favore di quelle medio basse; 2. Dichiarazioni, non dei redditi, ma della capacità contributiva, con ricavi e spese effettive perché essi/e saranno scritti sia nelle dichiarazioni di chi vende beni consumi e servizi sia in quelle di chi li acquista in modo che l’Agenzia delle Entrate possa fare i controlli incrociati e verificarne la loro veridicità. 3. Lo stato di diritto della persona non più soggetta a ricatti sia economici (con fattura o senza), che politici (io non ti faccio pagare le tasse e tu mi dai il voto); 4. L’emersione di tutta l’evasione fiscale corrispondente a 450/500 miliardi annui per un recupero di gettito di circa 260 miliardi da destinare al riequilibrio del carico fiscale a favore dei redditi da lavoro dipendente e pensionati e a quelle partite IVA che a tutti gli effetti sono dei lavoratori dipendenti senza alcun diritto. Inoltre avremo le risorse economiche per garantire, in modo strutturale, i diritti sociali collettivi prescritti per il legislatore ordinario dai Costituenti. Avremo le risorse economiche per applicare l’articolo 9 della Costituzione per la difesa del territorio per la salvaguardia e valorizzazione del paesaggio e dei beni monumentali. Cito, infine, le parole pronunciate nel gennaio del 1949 dal Costituente Ezio Vanoni: “Il fenomeno dell’evasione fiscale oggi si verifica su di una scala preoccupante e compromette un’equa ripartizione dei carichi tributari. In una simile situazione la pressione tributaria diviene vessatoria e veramente insopportabile per gli onesti e per le categorie dei contribuenti che non possono sfuggire all’esatta determinazione dell’imposta per motivi tecnici”. Siamo nel 2015 e, come vediamo, questa affermazione è ancora molto attuale.

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