Baldino (Comitato Piazza Verdi): “Il Comune rinunci ai 6000 euro chiesti ai commercianti”.

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Quello degli altri, però, e perlomeno qui alla Spezia non certo dell’Amministrazione, che non solo cerca di danneggiare il lavoro altrui,ma se possibile, persino di alienarlo. E’ il caso dei commercianti della ormai tristemente nota Piazza Verdi, da due anni costretti a lavorare tra la polvere, le ruspe, la precarietà di idee e privi di un progetto condiviso e, da quando in quel luogo sono stati tagliati gli alberi, vittime di un caldo torrido capace di far allontanare persino l’avventore più scafato e coraggioso. Il nuovo progetto, peraltro, prevede che i mezzi di trasporto pubblici sfreccino a soli pochi centimetri dai tavolini dei locali, provocando vibrazioni e spostamenti d’aria assolutamente incompatibili con le attività di ristoro, che sono dunque in quella piazza condannate a scomparire. Basterebbe questo per far capire al lettore in quale triste situazione si trovino i pochi audaci rivenditori che ancora resistono in quel luogo.
Basterebbe questo per far intendere l’assoluta incapacità, inciviltà e insensibilità dell’attuale giunta comunale e dei funzionari verso i problemi reali dei propri cittadini, che evidentemente i nostri amministratori considerano sudditi, utili soltani per essere spremuti ogni volta che le casse di Palazzo Civico lo richiedono… e ciò avviene spesso, visto come vengono malamente spesi i nostri soldi ! (Marineria docet). In realtà la vicenda Piazza Verdi , proprio in questi giorni, si è arricchita di una nuova vergognosa “perla di letame”,  per una squallida vicenda messa in atto dai soliti noti del  Palazzo Comunale nei confronti dei già tanto bistrattati commercianti. Questi ultimi, che sono stati condannati dal TAR Liguria (altro bell’esempio di adeguatezza politica ed efficienza tutta italica) a  pagare le spese legali sostenute dal Comune, per un ricorso che a suo tempo avevano presentato nel tentativo di salvaguardare i propri interessi, non solo se le sono viste aumentare, tra incomprensibili notule e gabelle, da 4000 a quasi 6000 euro, ma hanno trovato nell’ente comunale un ferreo e inconciliabile aguzzino, capace solo di intimare, minacciare e intimidire. La logica, il buonsenso e persino il “senso del pudore” avrebbero suggerito, visto il danno arrecato a questi signori  da parte della amministrazione, una via più conciliante e meno coercitiva. Si sarebbe magari potuto pensare a una sorta di compensazione o a tempi di pagamento molto allungati, se proprio non era possibile rinunciare a questi soldi, a mio avviso letteralmente sottratti dalle tasche dei commercianti, a questo punto, come direbbero a Napoli, “Cornuti e mazziati”. Io non conosco nei dettagli le disposizioni di legge. Non sono un giurista come il mio amico Grondacci… ma come diceva il grande Eduardo in “Filomena Marturanoquando con la legge si fa piangere i poveracci, la legge non mi piace!”.

E dunque mi risulta impossibile non chiedermi un paio di cose.

Intanto chi aveva ragione (Tar o non Tar)  tra i commercianti e il Comune, visto che a distanza di anni la piazza è ancora un campo di battaglia, visto che il progetto rimane assolutamente insulso e incompatibile con il luogo e le esigenze della citta (commercianti compresi anzi in prima fila)?

Poi, ricorderei al Comune che a suo tempo, l’unico motivo per cui il Tar  non riconobbe la richiesta di sospensiva dei lavori era che questi erano già iniziati, ed erano iniziati perché i nostri amministratori con il loro solito fare “mariuolo e furbescamente italico”, avevano, senza voler ascoltar ragioni, transennato la zona a tempo di record e dato  il classico primo colpo di piccone… e poco importa se poi in mancanza di molti procedimenti burocratici richiesti, tra cui l’archeologica preventiva, i lavori stessi sarebbero stati costretti più volte a fermarsi.Chi se ne frega di chi deve lavora e vivere in quel posto… vero, sindaco e tecnici comunali? Ora il Tar ligure, che quasi sempre compensa le spese, ha invece scelto la strada della rigidità, condannando gli undici commercianti, rei di aver tentato di salvaguardare i propri interessi, a ripagare del disturbo gli avvocati civici del comune (peraltro già profumatamente pagati da tutti noi)…

La domanda sorge spontanea : “Ma questi signori non potrebbero per esempio rinunciare al loro compenso?”. Mi dicono di no. Qualcuno ha addirittura ventilato l’ipotesi che, se il Comune rinunciasse a riscuotere quanto da Tar stabilito, potrebbe intervenire la Corte dei Conti, presupponendo un possibile “Danno erariale”… Ma signori, siamo seri! Qui alla Spezia se la Corte dei Conti andasse a cercare i danni erariali cagionati dall’incapacità assoluta, mista ad altro, sul quale è meglio non dire, della nostra amministrazione, i poveri contabili di tale corte dovrebbero occuparsi di Spezia 365 giorni e 365 notti all’anno! E allora proviamo a lanciare una proposta che sia compatibile con la Corte dei Conti e la giustizia “alla Eduardo” sopraccitata… quella che “non fa piangere la gente”. Non potrebbero gli avvocati civici e i loro referenti politici decidere , dimostrando un po’ di dignità e senso di giustizia di girare la riscossione della cifra (4000 euro, perché il resto della cifra deve ancora esserci spiegato da cosa sia determinata)  a un fondo pro-commercianti di Piazza Verdi? A queste condizioni, anche il Comitato piazza Verdi sarebbe disponibile a contribuire ad incrementare la cifra raccolta indicendo qualche iniziativa volta a raccogliere fondi. Quindi non si vaneggi e si faccia per cortesia la cosa giusta : si trovi il modo di rinunciare o comunque di far tornare quei soldi nelle tasche di chi dalla  “Vostra Piazza Verdi” ha solo subito danni.

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(Massimo Baldino, Comitato Piazza Verdi)

 La storia: Piazza Verdi, i commercianti sconfitti al Tar devono pagare oltre 500 euro… 

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