Basile come Dottor Jekyll e Mr Hyde? L’assessore rinnega se stesso sul famoso ricorso al Tar sul Civico

L’assessore Basile come Dottor Jekyll e Mr Hyde? Nel romanzo di Stevenson e relativo film con Spencer Tracy, le due identità dello scienziato Jekyll educato, di buoni principi morali e solidale con i suoi concittadini e Hyde, il suo mostruoso alter ego malvagio, convivono a causa dei suoi esperimenti. Basile non è uno scienziato lavoratore ma un filosofo e nelle interviste dice una cosa per noi negarla un paio di anni dopo. Diciamo giusto il tempo di passare dalla barricata dove si critica il sistema a quella opposta dove se ne è parte integrante.

Ovviamente ognuno è libero di scegliere se essere Dottor Jekyll o Mr Hyde e persino se assomigliare a Don Abbondio o a Riccardo Cuor di Leone.

Basile oggi è stato intervistato dalla giornalista Della Maggesa sulla Nazione a proposito della nuova idea meravigliosa, balenata al mezzanino del Comune, sulla formazione dei componenti di un comitato di “saggi” da cui su insindacabile giudizio del signor Sindaco si deciderà chi vincerà la ruota della fortuna della direzione del Teatro Civico. Incarico da tenere a gratis ovviamente. Il Comune ha speso tutto per la Marineria e il Palio?

Basile nell’intervista spande parole sulla bontà, trasparenza e validità della programmazione culturale del Civico, delle nomine nel settore cultura ecc ecc. Certo, tutto regolare, bandi, short list, chiamate dirette! E però un giudice a Genova al Tribunale del TAR l’ha pensata diversamente (che cattivone…!). E  ha rimandato al mittente il nominato direttore del CIVICO Roberto Alinghieri, oggetto di ripescaggio da parte del Sindaco come presidente delle istituzioni, poco dopo la sentenza. A dimostrazione che evidentemente qualcuno c’era rimasto male della decisione del giudice e forse pure dell’azionedei ricorrenti (che cattivoni…! )

basile

Il concorso per la nomina a direttore? Secondo Basile aveva solo un vizio di forma, una cosa da nulla,bazzecole insomma. Ma qua Basile parla da Mr Hyde. E Mr Hyde non è un avvocato e neanche Basile lo è.

E allora lo informiamo noi di come sono andate le cose. II ricorrenti (Vergassola, Monteverdi, Ardini Questa Valente) come si sa, avevano vinto al TAR con una sentenza unica in ITALIA perché la commissione (ALOSINI REPETTI RATTI) non era adatta, diciamo così: due membri su tre non dovevano stare lì o almeno uno dei due doveva dichiarare di avere dei rapporti di collaborazione continuata con il vincitore Alinghieri, in sostanza di essere il suo datore di lavoro. Non astenendosi veniva meno il principio basilare di imparzialità e trasparenza. Il Tar dichiarò illegittima proprio la commissione perché secondo il giudice, sanzionata ex lege articolo 84 del codice degli appalti e articolo 51 del codice di procedura civile sull’incompatibilità e sull’obbligo di astensione.

Ora, i comuni cittadini possono essere ignoranti in fatto di codici e procedure ma è assai grave che un amministratore, un assessore faccia delle dichiarazioni pubbliche senza conoscere nel dettaglio le normative e le leggi che disciplinano i concorsi dentro le amministrazioni stesse.

I cittadini scoprono irregolarità sanzionate da un TAR in un concorso pubblico e Basile liquida la faccenda come un problema di vizio di forma senza spiegare ulteriormente.

Non la pensava così anni fa quando era Dottor Jekyll: il libero pensatore, ancora non assessore, arrivò a schierarsi in una intervista a Della Maggesa, contro i criteri del bando e fece delle dichiarazioni notevoli esprimendo pubblicamente le proprie perplessità sulle modalità di nomina, condividendo di fatto, le ragioni del gruppo di Appello per la trasparenza e democrazia della cultura alla Spezia (con 80 eccellenti firmatari tra cui il prorettore dell’Università di Genova, prof. Marsonet)  dichiarando che Dario Vergassola poteva essere un valido referente per il teatro.

La risposta del Sindaco Federici alle sue affermazioni fu immediata e per molti suonò come un ordine di rientrare nei ranghi: “Il Pd non interferisca”, ed era la prova della resa dei conti da “lunghi coltelli” in corso tra dirigenza del Partito (l’onorevole Andrea Orlando) e l’amministrazione locale (che ne dovrebbe essere l’emanazione diretta).

Il mondo culturale apprezzò quella presa di posizione di Basile/Dr Jekyll che sembrava sintomatica di una volontà di smarcarsi da una politica pronta ad assicurare il posto ai soliti “noti.

Ma non appena il siero ha fatto il suo effetto, riprendendo la nostra giocosa somiglianza con il romanzo di fantascienza, ecco che tutto appare sotto un’altra luce. Gli effetti svaniranno nel 2017? Chissà.

Non ce ne voglia l’assessore Basile, ma di fronte al fallimento del sistema museale, alla lunga vacanza delle direzioni artistiche, all’inconsistenza della programmazione culturale, riproponiamo a lui, come già all’epoca a Del Prato, la stessa domanda: A quando un po’ di  “democrazia” e “meritocrazia” e magari di idee nuove a Palazzo?

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