Piazza Verdi, i commercianti sconfitti al Tar devono pagare oltre 500 euro al Comune entro il 31 dicembre

LA SPEZIA– Nel giugno di due anni fa alcuni commercianti di Piazza Verdi (11, per la precisione) affidarono all’avvocato Rino Tortorelli un ricorso al Tar contro l’ordinanza sul traffico, ritenendosi gravemente danneggiati. Ma il Tar non concesse la sospensiva del cantiere, non giudicando le motivazioni dei commercianti così gravi. (Link) Il Comune decise di andare comunque in giudizio, nonostante i commercianti non fossero intenzionati a proseguire oltre e qualche settimana fa è giunta la sentenza definitiva, che dà torto ai commercianti e li obbliga a pagare le spese al Comune. Si tratta di 4000 euro, questa la cifra fissata dal Tribunale. Una botta non da poco, per le casse dei commercianti, sfiancati da due anni di cantiere e dalle tasse che, nonostante tutto, non possono smettere di pagare.  Nei giorni scorsi il Comune ha provveduto a inviare la fattura, con tanto di totale che i commercianti devono obbligatoriamente versare entro il 31 dicembre, per non ben specificati “problemi di bilancio”. Ai 4000 euro stabiliti dal giudice, il Comune ha aggiunto tasse varie, più oltre 600 euro di “rimborso forfettario”, (per cosa???) e la cifra totale che sfiora i 6000 euro, vale a dire oltre 500 euro a commerciante. Non rateizzabili. E se qualcuno non ha i soldi? Devono pagare gli altri. Se nessuno paga, sopraggiunge la Corte dei Conti.

Il Comune, vincente, ha diritto a essere pagato, ma riteniamo che – se volesse- potrebbe andare incontro alle esigenze dei commercianti, vessati da un cantiere infinito, da incassi sempre più miseri, da tasse e balzelli vari. Commercianti quasi totalmente esclusi dalle celebrazioni cittadine (Giro d’Italia, Palio del Golfo, Festa della Marineria) che rischiano di chiudere “entro un anno” se la situazione non dovesse migliorare e che spesso si sentono presi in giro dal Comune che un giorno annuncia una cosa (da “ricominciamo a lavorare lunedì” a “staremo fermi sei mesi“), il giorno dopo l’esatto contrario e, infine, ne fa una ancora diversa. Da questa storia che potremmo quasi definire surreale i commercianti hanno già subito fin troppo.

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