La donna del mese: la bambina in guerra

La-resa-della-bambina-siriana-spaventata-dalla-macchina-fotografica-620x410

Circola in rete da tanto tempo questa foto, che rappresenta una bambina siriana di quattro anni che “si arrende” davanti a un fotografo, scambiando il teleobiettivo per un’arma. La bimba è ancora molto piccola, ma la sua vita è già stata sconvolta dalla violenza, magari ha visto morire parenti, amici, vicini di casa e non sa perché. Non sa spiegarsi gli spari, la cattiveria degli adulti che, a quell’età, sono il suo unico punto di riferimento. Non conosce altro linguaggio che quello della violenza. Si chiederà il motivo, quella bimba in mezzo alla guerra, della follia che le è scoppiata intorno? E che spiegazioni si darà? Gli occhi della bimba ricordano quelli delle bimbe ebree nei lager, quelli delle piccole africane infibulate in nome di una tradizione insensata e crudele e quelli di tante, tantissime altre piccole vittime in tutto il mondo. Occhi sgranati, spaventati, espressioni di terrore e sgomento. Bambine terrorizzate potranno mai essere adulte serene, tranquille e vivere una vita normale? O quegli spari, le urla, il sangue le tormenteranno tutta la vita?

Questo appuntamento con la donna del mese è dedicato a quella piccola siriana, sperando che, un giorno, guardi quella foto e pensi “è solo una foto“, è solo un ricordo.
Ed è dedicato a tutte le bambine come lei. Ma è dedicato, un po’, anche a chi quelle situazioni le crea e a tutti coloro che sostengono che “sì, la guerra è brutta e fa male, ma a volte è necessaria“.

Advertisements
Annunci
Annunci