Festa della cucineria o della Marineria?

La differenza macroscopica con la fiera di San Giuseppe è che almeno davanti ai banchi di porchetta mettono le panche da sedere, alla Marineria stai in piedi, per il resto i requisiti di festa patronale c’erano tutti; così abbiamo visto gente mangiare appoggiando tutto per terra o su aree di fortuna o sulle panchine in marmo affollatissime, cercando nel buio del lungomare, così romantico ma così poco adatto, il proprio cibo proveniente dalla Puglia o dalla Toscana (la famosa Puccia o il panino con la cinta senese che col mare c’entra come un combattimento di wrestling al Meeting di Comunione e Liberazione). Comunque è assodato, alla Festa della Marineria si mangia. Ma se proprio uno deve andare a mangiare secondo la tradizione dei nostri luoghi, suggeriamo Gli orti di Pignone questo week en.

Abbiamo trovato subito parcheggio ma in compenso nessuno in centro sapeva dirci cosa accadeva perché oltre la passeggiata Morin, come è noto, non c’era traccia di Marineria, a parte manifesti oggettivamente molto brutti con un gabbiano con il bavero da marinario (devono essersi inorriditi anche i gabbiani perché in questo periodo non se ne vedono) che sono affissi in tutta la città. Nessuna luce speciale indicava l’inizio dei festeggiamenti, la città già in Viale Mazzini era ignara di quello che accadeva sul mare.

L’ingresso all’Auditorium del Centro Allende è scandito da un foglio di carta A4 stampato in casa ed era talmente invisibile che nessuno ci provava a vedere cosa c’è dentro. In compenso chi stazionava lì davanti si guardava bene dall’informare e dal promuovere l’avventore a entrare. Nessuno sa dove andare, né capisce dove accadono le cose, sempre che ne accadano, a parte il cibo fritto, le prelibatezze,la mozzarella di bufala DOP, il gelato. Certo, mi direte è il primo giorno…e in effetti a noi piace che ci sia Dario Vergassola e Ascanio Celestini e quindi a loro è data in mano la sorte della festa paesana. A onor del vero Gualtiero Marchesi è stato molto apprezzato, mentre la papera gigante non c’era, causa malore di Leo Bassi, pare.

Il tutto per un totale di quasi un milione di euro (800 mila) sganciati da AP e Comune, e chissà quanto hanno dato gli sponsor. Perché non lo diciamo chiaro e tondo quello che tutti pensano: gli sponsor potevano dare contributi per rifare ospedali, cantieri, piazze, aiutare a sistemare le strade provinciali, e invece gli è stato chiesto di contribuire a pagare una festa che bruciata in una manciata di giorni, non servirà certo a risanare l’economia della città né a farne una méta turistica.

Continuiamo a passeggiare col fritto in mano e uno sgabeo.

La situazione più esilarante sono le casse audio sparse per il molo che riportano il chiacchiericcio di cuochi che nessuno ascolta neanche per sbaglio; lo show cooking è ovviamente uno spettacolo da vedere e gli organizzatori forse potevano anche pensare a un mega schermo per il pubblico fuori dalla gradinata. Invece della gente che parla fa da sottofondo all’avanti e indietro di persone tutte intente a chiedere “Ma cosa c’è da vedere?”. Tutti ripetono all’unisono che è “come San Giuseppe”, e siccome anche la festa del Palio lo è, mi domando se la madre di tutte le feste alla Spezia non sia proprio la festa del Patrono e tutto il resto è noia (cit.).

Certo la prima edizione di Maìna diretta magistralmente da un regista d’eccezione come l’assessore Paolo Manfredini resterà insuperabile (e infatti lo hanno esautorato da quella funzione perché era troppo bravo forse..), e quella di due anni fa con i velieri fu strepitosa: magari risparmiando su papere giganti, funamboli, ci si poteva riprovare a fare qualcosa del genere,  Ma poi perché incentrare tutto sul mare alla Festa della Marineria o sulla specificità del luogo quando puoi vendere birra e hamburger? Insomma la cultura televisiva, i vari Master chef hanno creato il mostro però, se è questa l’attrattiva principale e funziona e se davvero questo vuole la gente, suggeriamo all’Autorità Portuale di chiamarla piuttosto Festa della Cucineria, nome che già ironicamente circola come surrogato della Marineria nei social network.

Riprendendo un vecchio slogan, una puccia li seppellirà?

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