Pagliari, Fossamastra e Canaletto, ovvero le marine perseguitate dall’Autorità Portuale con la complicita’ delle istituzioni locali

LA SPEZIA– Anche quest’anno, col caldo torrido, ha avuto luogo il Palio del Golfo, diremmo anche con discreto successo per le nostre marine a cui fa seguito, in questi giorni, la Festa della Marineria tesa, probabilmente, ad annebbiare la mente dei cittadini ed ad allontanarla dai rischi ambientali a cui sta andando incontro il nostro Golfo. Il progetto che vuole trasformare il nostro in un megaporto che sarebbe insostenibile in una rada piccola come la nostra, peraltro già provata da un inquinamento acustico, ambientale e marino (dato da scarichi fognari e industriali) che da oltre 10 anni doveva essere mitigato come previsto dalle leggi in vigore, mai rispettate peraltro, e dal Ministero dell’ambiente (che parla poco e resta inascoltato sempre).
Poco o nulla si è fatto in difesa della salute dei cittadini di queste zone (10.000 residenti circa), e non solo: nemmeno la fascia di rispetto è stata realizzata dando la preferenza al finanziamento di opere che facessero più immagine (vedi passerella Thaon de Revel) e questo per convenienza di consensi elettorali ed economici.

Certo i quartieri del Levante hanno fatto numerosi ricorsi alla Magistratura per salvaguardare i loro diritti, che sono inerenti non solo alla salute, ma anche alla ricollocazione delle Marine, agli affacci al mare previsti per legge, che non interessano nessuno al di fuori dei quartieri. Il nostro ricorso alla Magistratura è stato un atto al quale costretti dalla chiusura dell’Autorità Portuale, del Comune e della Regione Liguria che non hanno mai voluto far funzionare quel Tavolo Permanente pubblico che era stato votato in Regione nel lontano 2006. Oggi il contenzioso vede l’Avvocato Daniele Granara, che rappresenta i quartieri, impegnato in Consiglio di Stato il 22 del prossimo mese ed in ulteriori e successivi ricorsi la TAR Liguria. Insomma una moderna lotta tra Davide e Golia dove Golia,usando soldi pubblici,vuole cancellare i diritti dei cittadini dei quartieri del Levante che peraltro, col loro rappresentante, riconfermano piena fiducia alla Magistratura che rappresenta l’ultimo baluardo alla difesa dei loro diritti.

Notiamo una sorta di delirio da parte dell’autorità portuale nella sua esaltazione di un porto che, già come è ora, è sovradimensionato rispetto al nostro piccolo golfo e che vuol far diventare un megaporto che dovrebbe, secondo loro,movimentare un numero di container oltre il doppio passando dagli attuali 1.300.000 a 2.600.000 o 3.000.000. Alla faccia della sostenibilità ambientale ed alla vocazione turistica del nostro territorio!

E, vogliate scusarci, ma noi riteniamo inconcepibile che gli unici interlocutori di tutte le Istituzioni, a partire dall’Autorità portuale sino ad arrivare alla Regione, siano le Associazioni ed i comitati ambientalisti e dei quartieri del Levante (Avvocato Granara in testa), mentre il rischio lo corre l’intera città, preda del potere dei terminalisti portuali quasi fosse un porto commerciale di grosse dimensioni l’unico polo di sviluppo di attività per l’occupazione. Questa miopia da parte dell’intera città e di tutto il territorio rischia di divenire devastante in un futuro ormai prossimo per l’ambiente nel nostro golfo.

Rita Casagrande e Franco Arbasetti, Coordinamento Quartieri del Levante

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