Cinema all’aperto in Piazza Brin: il Comune si “dimentica” di pagare le case di distribuzione dei film

A volte la realtà supera l’immaginazione.

La città che ospita la MEDIATECA REGIONALE del CINEMA di cui è presidente MARCO FERRARI e che conserva archivi in pellicola di inestimabile valore e film di registi liguri assai noti, non ha pagato le case di distribuzione dei film per la programmazione del cinema all’aperto di Piazza Brin. Sembra una barzelletta e non lo è.

Se ne sono dimenticati?

I fatti sono questi: dopo aver eliminato dal calendario degli eventi estivi di quest’anno la consueta programmazione cinematografica all’Allende scontentando un’ampia fascia di cittadini, nonostante fosse stata sempre curata in maniera eccellente dal cinema Il nuovo e nonostante questa durasse da svariati anni, il Comune ha deciso di fare una programmazione per conto proprio in Piazza Brin collegata con gli eventi dell’Assessore Stretti, assessore alla sicurezza  e con una associazione (ma si, tanto che ci vuole? qualche dvd preso in edicola, tanto paghiamo la SIAE).

E però la città che di cinema dovrebbe sapere tutto, ha proiettato in Piazza Brin i film e non ha pagato l’agenzia che rappresenta in Liguria le case di distribuzione, cioè il Circuito Cinema di Genova il quale si è attivato, pare, proprio in questi giorni per avere giustamente, il dovuto.

Informato da Internet molto dopo, e non dai diretti interessati…..

Ci dicono per l’esattezza dal Circuito: “Hanno fatto il cinema a nostra insaputa senza avvisare le case di distribuzione e noi che come agenzia li rappresentiamo sul territorio“.

Continuiamo così….facciamoci del male…direbbe Nanni Moretti…

Al Comune e agli assessori, ai dirigenti culturali tutti, agli ex presidenti di ex istituzioni culturali, ai neo funzionari e ex direttori e direttori trombati al TAR, alle neoassociazioni tanto in voga nell’organizzazione eventi teatro-cinema, volevamo spiegare molto semplicemente che le regole esistono e vanno rispettate anche nella cultura: prima si scelgono i titoli, poi si avvisano le case di distribuzione che ti noleggiano il film, specie se si chiamano Lucky Red, poi si verifica se ci si sta con i costi e e poi si proietta. 

Quali sono i costi? Circa il 40% sul biglietto, ci dicono i referenti genovesi o un costo a persona calcolato sulla capienza per l’ingresso libero (per un luogo da 300 persone, 120 euro circa). Quindi alla fine, quanto deve sborsare il Comune a evento già realizzato, al Circuito Cinema? (che si dice “molto stupito” che il Comune non li abbia informati per tempo delle proiezioni e che non sapesse delle procedure regolari).

Qualunque costo sia, andava previsto per tempo. Speriamo che il Comune paghi in fretta senza incappare in multe. Speriamo che la dimenticanza o l’ignoranza dei meccanismi più elementari non costi alla comunità un botto.

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Farla franca informiamo tutti, è impossibile in epoca di Internet e lo sanno anche i bambini. Allora sarà stata una svista o come ha detto la Prefettura per il funerale di Casamonica “una falla nella comunicazione”?

C’è qualcuno là in Comune che sa come funziona il cinema e in generale una programmazione culturale? Perché insomma, sapere quanto costa un evento prima dell’evento, è quanto meno UTILE, perché se in tasca i soldi non li hai, l’evento non lo fai, ovvero Se l’acqua è poca ossia scarseggia, la papera non galleggia…

Insomma i nostri amministratori sanno cosa fare e sanno dove andare oppure sono come Totò e Peppino: per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?

La riflessione sorge spontanea: ma non era meglio lasciare le cose come stavano prima? Con il cinema all’aperto all’Allende, con un bouquet di titoli eccellenti anche di prima visione, e con dei professionisti che la organizzavano?

E’ proprio vero che la programmazione culturale estiva, ben alimentata dalle piogge di questi giorni, ha fatto acqua da tutte le parti.

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