Galleria di Monesteroli, un patrimonio da tutelare

Da sempre la “Galleria” che immette acqua fresca in mare a Monesteroli ha incuriosito. Passanti occasionali, “residenti” e conoscitori della splendida insenatura del Montonao hanno sempre guardato, da fuori, quella splendida opera di ingegneria costruita con il folle scopo di portare la fogna della città della Spezia nelle libere acque delle Cinque Terre.
Fortunatamente l’aver intercettato varie falde acquifere hanno fatto abortire il progetto originario. Oggi la galleria, quella più bassa che intercetta la principale per “scaricare” l’acqua in mare, si presenta come una splendida spelonca con un piccolo lago muschiato e colorato di verde.

Noi, “abitanti” di Monesteroli, l’abbiamo sempre bevuta, quell’acqua. Magari non nella parte a ridosso della scogliera dove può essere contaminata dal salmastro delle onde del mare, ma nella parte più interna.
Nel piccolo lago di acqua ghiacciata i ragazzi si immergevano. Erano le nostre piccole prove di coraggio.Quando fecero la galleria l’insenatura del Montonao era abitata dagli operai che erano impegnati negli scavi. Il viottolo che collegava il piccolo borgo al mare, era percorribile in sicurezza e i muri a secco, che servivano ancora per ricavare piccoli appezzamenti dove coltivare le uve, erano manutenuti perfettamente. Pochi metri sopra il livello del mare erano stati approntati due piccoli immobili. All’interno di una casa in legno la mensa e in un’altra il dormitorio dove alloggiavano gli operai, artisti, che arrivavano dalla Garfagnana. Luoghi dove oggi sarebbe impossibile persino sostare.

Ho avuto la fortuna, questa estate, di poter passare alcuni giorni lì, a Monesteroli, con la mia famiglia. Voglio che i miei bimbi possano scegliere se continuare ad amare, come amo io questo territorio, o recidere le profonde radici e scegliere le comodità di altri lidi. L’aiuto ci arriva anche dalla tecnologia che evita l’isolamento cui eravamo abituati nel corso della nostra infanzia. In questo caso il telefonino per i collegamenti necessari e un Ipad per leggere e lavorare sono utilissimi. Oggi il piccolo e tortuoso sentiero che collega le poche case al mare e’ reso transitabile dall’opera di volontari locali che, quotidianamente, devono liberare il passaggio dai fini detriti trascinati a mare dal passaggio maldestro di ungulati alla spasmodica ricerca di cose da mangiare e dalle pietre non più trattenute dai muri a secco. La falesia sembra in equilibrio e i molti camminatori che arrivano, spesso impreparati, utilizzano il poco spazio tra il mare e il piede della falesia per stendere l’asciugamano.

Ecco sarebbe utilissima la galleria, da utilizzare assolutamente a numero chiuso e percorsa da un piccolo mezzo elettrico ma non per portare crocieristi o turisti della domenica in quantità, senza neppure sapere dove sono. Anche senza allargarla…
Oggi non c’e spazio fisico dove poter accogliere persone. Prima, sicuramente, bisogna mettere in sicurezza quel lembo di costa con reti paramassi e barriere, muri a secco e sentieri verticali che collegano il mare ai borghi di Tramonti e poi alla rete sentieristica delle Cinque Terre. In caso contrario, prima o poi, si perderà tutto.

Non solo la galleria.

(Luca Natale)

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