Casamonica: serviva un funerale per svegliare gli italiani?

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ROMA – Dopo questo ennesimo schiaffo a Roma e all’Italia,  l’indignazione ha raggiunto livelli mai visti.
Un funerale è riuscito a svegliare incredibilmente anche l’ultimo degli “insensibili“.
Eppure la mafia, non da ora, è riuscita a insinuarsi in ogni orifizio del nostro Paese. Gli apatici e i menzogneri, purtroppo, sono tanti e imperano.
Per non parlare poi di una Chiesa distratta, ma neanche tanto. A quel parroco saranno brillati gli occhi quando si è visto recapitare i “bigliettoni” per celebrare quel rito funebre.
I Casamonica, da sempre,  sono solo lo strumento di organizzazioni criminali mafiose ben più potenti che, come loro, arrivano da altre regioni. Potete immaginare quali.
Il clan rom, proveniente dall’Abruzzo, ha iniziato a muovere i primi passi negli anni ’70 e ’80, collaborando con la banda della Magliana.  Avevano il compito di recuperare i crediti dagli usurati, proprio per conto della gang romana.
Le loro zone, come già documentato da Laspeziaoggi (http://www.laspeziaoggi.it/news/2015/07/testimoni-cronisti-del-degrado-fra-termini-e-le-periferie-dellurbe/), sono  controllate minuziosamente dagli uomini del clan.
Ville sfarzose, arredamenti degni di famiglie nobili, fiumi di champagne e aragoste. A sovrastare le colonne poste ai lati dei cancelli, gli immancabili leoni in marmo bianco, simbolo della loro potenza. Ferrari e Lamborghini sfrecciano lungo le vie dissestate di quelle periferie. Questo è il regno dei Casamonica.
Un impero, in molti casi,  tutelato dai giudici. Come è accaduto lo scorso anno, dopo la sentenza del processo d’Appello che ha dimezzato le pene degli appartenenti alla famiglia, cancellando per tutti l’appartenenza ad associazioni per delinquere.
Quando una  “volante” transita in quei quartieri, i Casamonica non vanno per le spicciole, lanciano sguardi di sfida e sfottono i poliziotti: “Li giudici ci hanno fatto uscire. Non valete nulla”.  Questo è il risultato.
Ora, però, c’è stato il funerale. La politica ipocrita si è indignata. Il copione, anche in questo caso,  sarà il solito, statene certi. Cadrà la testa dell’ultima ruota del carro.  Forse sarà quella di quel dirigente del commissariato di polizia in prima linea, che non ha mandato la segnalazione in Questura. Gente che si fa il mazzo giorno e notte, ma poi, puntualmente, vede vanificare ogni proprio sforzo.
È proprio il caso di dire: “cornuti e mazziati“.

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