Monterosso, la briglia sbagliata che mette in pericolo l’incolumità dei cittadini

MONTEROSSO- Due mesi fa ci occupammo della “briglia” di Monterosso (Opere truffa post-alluvione), un’opera costruita dopo l’alluvione del 2011 dalla ditta N.E.C., giudicata non adeguata in caso di forti piogge e di scarico di detriti. Il perito da noi contattato, Giampaolo Rosati del Politecnico di Milano, aveva spiegato quale fosse il problema: la briglia è in grado di sopportare esclusivamente 90 tonnellate tra acqua, fango e detriti, ma la portata di un evento torrentizio straordinario sarebbe di 270. Troppe, per l’opera. Sarebbe stato urgente, quindi, intervenire.

Cosa è stato fatto, finora? Assolutamente nulla. E cosa si sa di eventuali lavori, dal Comune o dalla Regione? Assolutamente nulla. Quella briglia è pericolosa in caso di alluvione. Tutte le Istituzioni preposte (dal Comune alla Regione, dai Ministeri competenti alla Protezione Civile) dovrebbero richiedere la procedura di massima urgenza per l’emergenza. La vita delle persone potrebbe essere a rischio e il Sindaco, primo responsabile della salute e della sicurezza dei cittadini, non può più rimandare. L’autunno, stagione ad alto rischio alluvioni, è alle porte. Monterosso è già stata duramente colpita nel 2011, ha già pagato un prezzo altissimo per l’incapacità politica, incuria o questioni burocratiche e merita di essere maggiormente tutelata. Ricordiamo anche che le Cinque Terre sono Patrimonio dell’Unesco.

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La briglia incriminata.

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Monterosso dopo l’alluvione del 2011

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